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Intervista ad Andrea Maggioni

Intervista ad Andrea Maggioni
Il neo presidente dell’Associazione Commercianti di Salò ci spiega come l’Italia, ed in particolare il Lago di Garda, ha tutte le carte in regola per ripartire. Terminata l’epidemia, il potenziale turistico sarà enorme.
Ci parli un po’ di lei
Ho conseguito la maturità dei Salesiani e nel 2006 mi sono laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale. Ho cominciato così la carriera forense e ho lavorato per circa un decennio tra Milano e Bergamo.
Fin da piccolo i miei genitori mi portavano sul Garda ma, ad un certo punto della mia vita, ho deciso di voltare la pagina. Nel 2017 mi sono trasferito nella città di Salò e ho rilevato il Bar Italia, affacciato sul golfo della medesima cittadina. Si tratta di un luogo magico ed affascinante.
Come è stato cambiare vita da un giorno all’altro?
La mia svolta lavorativa è stata un po’ come un salto nel vuoto. Come dico sempre, a volte servono due minuti di sana incoscienza e di coraggio per cambiare totalmente strada. Se ci si pensa troppo non si ha poi il coraggio di rinunciare alla propria confort zone. Dopo cinque anni di università e dieci da avvocato, ho voluto cambiare vita. I cambiamenti ci sono stati, ma tutti in meglio. Oggi lavoro più ore di prima, Sabato e Domenica inclusi, ma le assicuro che nei primi 4 anni di attività non mi sono mai stancato di lavorare. Ogni mattina mi sveglio pieno di entusiasmo.
Sono fortunato: faccio un lavoro che mi piace, si vede che questa era la mia strada. Aggiunga che lavorare in un posto magnifico come il lago di Garda ed in particolare Salò, ti fa sentire ogni giorno in vacanza. Il bar è fronte lago con una magnifica vista su tutto il golfo. È stato fondato nel 1920 e l’anno scorso abbiamo festeggiato il suo centenario. Pensi che perfino Gabriele D’Annunzio era un cliente del Bar Italia ed aveva scelto questo luogo per l’arrivo degli “Agonali del remo” stante la sua rara bellezza. Custodisco con gelosia ed orgoglio una foto rinvenuta negli archivi del Vittoriale che ritrae proprio d’Annunzio davanti al mio locale.
Da qualche settimana è stato nominato anche Presidente dell’associazione commercianti di Salò. Qual è la situazione attuale delle attività commerciali nella sua città?
L’associazione si chiama Salò Promotion e raggruppa circa un centinaio di commercianti, tra ristoratori, albergatori e vendita al dettaglio.
Salò ha circa 10600 residenti ma durante la stagione estiva e primaverile si arriva a circa 50.000 persone grazie al flusso turistico di cui la località gode.
In città sono presenti 85 tra bar e ristoranti e 170 strutture alberghiere tra hotel, bed and breakfast e affittacamere. Nel complesso arriviamo a circa 600 attività commerciali.
L’associazione, che presiedo da qualche settimana, ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione del territorio e di tutte le attività commerciali di Salò, collaborando con gli enti locali.
Il Lago di Garda accoglie ogni anno circa 26 milioni di turisti (il 50% sono stranieri), di cui 10 solo sulla sponda bresciana.
Ecco, in questo quadro Salò è considerata una delle perle del Lago, per la sua storia, il suo paesaggio e la sua architettura.
L’attrazione turistica di quest’area è davvero incommensurabile. Se Milano è la prima meta turistica della Lombardia, in seconda e terza posizione troviamo rispettivamente Limone e Sirmione. Salò si posiziona proprio al centro della sponda lombarda. Anche se poco conosciuto dai lombardi, il Lago di Garda a livello internazionale è considerato un fiore all’occhiello. Ogni anno abbiamo una stagione turistica che inizia con Pasqua e termina afine Ottobre.
Come vede l’evoluzione della pandemia? Si sente ottimista per il futuro o teme che la sofferenza perduri ancora a lungo?
Sicuramente la Pasqua e i ponti primaverili li perderemo. Ma sono abbastanza fiducioso per la stagione estiva. L’anno scorso avevamo una situazione molto simile a quella attuale, ma dopo i mesi incerti di Maggio e Giugno, abbiamo assistito ad una forte accelerazione dei flussi turistici e siamo tornati ai livelli del 2019. Ci sono tutte le condizioni perché ciò si ripeta anche quest’anno, considerando anche la potente arma dei vaccini.
Se uno guarda i dati dei mesi compresi tra Luglio e Ottobre, l’area del Lago di Garda è tornata ai livelli turistici pre-covid. Questo ci fa capire una cosa molto importante: una volta terminata questa pandemia, avremo tutte le carte in regola per ripartire alla grande.
L’area del lago di Garda nell’ultimo triennio pre-covid ha avuto tassi di crescita quasi a cifra doppia.
L’Italia con tutti i suoi difetti è il paese più bello del mondo, tutti ambiscono a venire da noi in vacanza. Il brand “Italia” nel mondo è ancora ambito e ricercato.
Chiaramente non sarà semplice ripartire ma gli Italiani sono tenaci e creativi.
Come reputa i sostegni economici disposti dal Governo Draghi?
Credo che gli ultimi sostegni del Governo Draghi, al di là di ogni giudizio politico, siano ancora assai lontani dal ristorare i costi fissi degli imprenditori. Anzi, riteniamo siano di un terzo inferiori rispetto a quelli del Governo precedente, che pure erano insufficienti.
Secondo degli studi fatti da Confcommercio un’attività media riceverà un ristoro pari all’1,5-2% delle perdite che ha avuto. Se è vero che ci vuole da parte di tutti senso di responsabilità, accettando quindi la suddivisione in zone e le regole che ne conseguono, dall’altra parte è anche vero che non si può chiudere senza dare un aiuto concreto lasciando le famiglie nella disperazione.
Peraltro chi vive della sola stagione estiva e primaverile, come il circuito Lago di Garda, è ancora più penalizzato. Sono questi i mesi che ci garantiscono la sopravvivenza per tutto l’anno, per cui è essenziale che ripartiamo il prima possibile. Nel frattempo ci sono centinaia di dipendenti che rimangono a casa e che una volta cessata l’indennità di disoccupazione, non percepiranno più entrate mensili. Corriamo il rischio di perdere i nostri collaboratori e con loro la grande professionalità raggiunta in questi anni.
Inoltre ci sono moltissime attività che sono state escluse dal meccanismo degli aiuti. Si è deciso di dare una somma esigua ai ristoratori e baristi dimenticandosi di tutti gli altri perché non si è compreso che l’intera filiera ha subito danni.
Mi rendo conto che c’è anche un problema di cassa e che i soldi non sono illimitati. Tuttavia ritengo che se avessero speso meno in banchi a rotelle e monopattini, probabilmente avremmo avuto quelle risorse necessarie a far sopravvivere le imprese.  
Nonostante tutto sono fiducioso per il futuro. Spero che la politica ci ascolti e ci dia una mano. Serve un grande piano di rilancio dell’immagine dell’Italia da un punto di vista commerciale e turistico. Noi nel nostro piccolo ci stiamo provando con la nostra associazione, con i comuni, le province.
Vi aspettiamo tutti in quello che D’Annunzio ha definito il posto più bello del mondo: una località che non ha nulla da invidiare alle altre località marittime, una meta comoda per tutti i lombardi piena di storia, arte, paesaggio e cultura enogastronomica.

Andrea Curcio

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