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Italia: un Paese che aspetta di rialzarsi

Mattarella chiede a Draghi di risollevare gli animi del Paese: lavoro e produzione industriale due punti di partenza imprescindibili.

 

L’incarico conferito dal presidente Mattarella a Mario Draghi di formare un nuovo governo ha generato diversi entusiasmi con lo spread Btp/Bund che ieri in apertura è calato a 105 punti e Piazza Affari che ha chiuso sopra il 2%. Tuttavia è bene ricordare che, qualora l’ex numero uno della BCE riuscisse a formare un nuovo esecutivo, raccoglierà un’Italia a pezzi.

 

Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione hanno illuminato (nuovamente) l’emergenza lavoro e le forze produttive del Paese sono esanimi. Nel quarto trimestre del 2020 il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito del 2% rispetto al trimestre precedente e del 6,6% in termini tendenziali.

 

Alcuni settori hanno accusato maggiormente il colpo ma la situazione è difficile a tutti i livelli: si è realizzata una diminuzione del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, ovvero agricoltura, silvicoltura e pesca, industria e servizi. L’Istat ha sottolineato inoltre come dal lato della domanda ci sia un contributo negativo, sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta.

 

Sul versante della produzione industriale, un’indagine di Confindustria ha evidenziato come a gennaio si sia realizzato un recupero (+1,0%) dopo la sostanziale stagnazione rilevata a dicembre (-0,1%). Per quanto riguarda il quarto trimestre del 2020, “si è avuta una diminuzione dello 0,8% sul terzo e nel 2020 dell’11,4% sul 2019: un calo meno forte di quello registrato nel 2009, l’anno della crisi finanziaria internazionale (-18,7%)”.

 

Nell’ultimo periodo dunque, nonostante il Pmi manifatturiero italiano a gennaio abbia evidenziato un’accelerazione della crescita della produzione con l’indice di riferimento che è salito a 55,1 punti dai 52 di dicembre, complessivamente l’indagine di Confindustria rileva il persistere “di un contesto economico debole, soprattutto a causa dell’andamento nei servizi, fortemente penalizzati dalle misure di contenimento introdotte negli ultimi mesi per frenare la crescita dei contagi da Covid-19”.

 

 

 

Simone Fausti

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