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Adda-Martesana, zona arancione: commercianti all’opera per recuperare le chiusure

Ma il Natale si preannuncia difficile. Confcommercio: “Calo dei consumi del 20,3% rispetto al 2019”.

C’è chi ha trascorso la giornata ad allestire le vetrine, chi ha provveduto agli addobbi natalizi, chi ancora a riposizionare soluzioni igienizzanti e cartelli con le norme anti-contagio da rispettare prima di varcare la soglia e chi non si è lasciato sfuggire l’occasione ed ha riaperto in fretta e furia pur di non perdere la prima domenica di shopping natalizio. Il primo giorno da zona arancione per i commercianti dell’Adda-Martesana è stato all’insegna di una dinamica operosità pur di recuperare ore preziosissime e non perdere nemmeno un minuto di lavoro.

D’altronde il Natale s’avvicina e per il commercio rappresenta il periodo nel quale si registra una cospicua parte del fatturato annuale, che mai come quest’anno ha bisogno di un’accelerata per cercare di recuperare le pesanti perdite derivate dalle chiusure dei mesi scorsi. Questo almeno è l’auspicio dei commercianti, anche se le previsioni dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza sono tutt’altro che rosee, con un calo dei consumi rispetto al 2019 del 20,3%. 2 miliardi e 716 milioni di euro, contro i 3 miliardi e 408 milioni di euro dello scorso anno, saranno i soldi della tredicesima impiegati per lo shopping natalizio.

L’associazione territoriale di Confcommercio di Gorgonzola intanto spinge la promozione degli acquisti nei negozi di vicinato con la campagna #NATALESOTTOCASA consapevole della crisi che stanno attraversando tante attività locali, nonostante alcune siano state risparmiate dalle chiusure, con fatturati finora molto al di sotto dei valori standard. Valorizzare il territorio e il suo tessuto economico è l’imperativo per reggere la concorrenza dei centri commerciali e dei giganti delle vendite online che rischiano di dare il colpo di grazia al commercio locale. Basti pensare che l’e-commerce – sempre secondo le stime di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – vedrà un incremento del 58% rispetto al 2019.

Una battaglia per la sopravvivenza che si preannuncia dura e che non potrà contare nemmeno sul traino delle numerose iniziative che sono solite animare lo shopping sotto le feste. Non mancheranno certamente le strade illuminate e addobbate secondo tradizione, ma si dovrà rinunciare a tutti quegli eventi che aggregano e muovono le vie e i centri delle città, come i noti mercatini e bancarelle di Natale, ancora vietati dalle disposizioni anti-Covid.

“Sarà senza dubbio un Natale molto difficile – è il commento di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – l’emergenza sanitaria peggiora una situazione economica gravissima, in particolare per le imprese ancora in lockdown come i pubblici esercizi. A livello generale si registra una contrazione dei consumi di oltre il 20 per cento mentre raddoppia il fatturato del commercio on line. Per evitare che l’emergenza sanitaria diventi economica e sociale sono più che mai urgenti indennizzi adeguati alle perdite e cancellazione degli oneri fiscali per le imprese più penalizzate”.

Micol Mulè

 

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