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martedì, 1 Dicembre, 2020
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5 miliardi per spettacolo, ristoranti e sport

Il governo ha pensato a un decreto ristori di 5 miliardi di euro per tutte quelle realtà colpite dalle nuove restrizioni.

Tra le priorità degli ultimi giorni, sul tavolo del governo c’è sicuramente il decreto ristori, un provvedimento rivolto a tutte quelle attività come ristoranti, teatri, cinema, settore turistico e attività sportive, costrette a chiudere a causa dell’ultimo dpcm. Si parla di un fondo di 5 miliardi di euro da distribuire in maniera differenziata tra una proroga della Cig che potrebbe pesare per circa 1,5 miliardi, ristori a fondo perduto (si parla di quasi 2 miliardi), rinvio dell’Imu di dicembre, credito d’imposta per gli affitti e un’indennità “una tantum” per i lavoratori stagionali e del settore sport, spettacolo e turismo.

L’idea quindi è quella di un unico decreto finalizzato a supportare queste realtà costrette a chiudere nuovamente ed intervenire in un secondo momento con un decreto più ampio che secondo le indiscrezioni dovrebbe chiamarsi “decreto novembre”. Il governo cerca di correre ai ripari dopo settimane in cui di fatto ha dimostrato di rincorrere la situazione emergenziale, varando addirittura due dpcm in una sola settimana e facendo insorgere numerose proteste in tutta Italia.

Secondo quanto riportato dal viceministro all’Economia, Laura Castelli, lo scopo è fornire un supporto immediato a tutte le attività che subiscono limitazioni in virtù delle nuove restrizioni. Tale indennizzo probabilmente andrà dal 100% al 200% del calo del fatturato secondo la viceministro. Il ministro Gualtieri tuttavia ha anticipato che tale sostegno differirà in base all’entità dell’impatto delle misure sui singoli esercizi, per cui chi è costretto a chiudere h24 è probabile che riceverà un contributo più sostanzioso rispetto a chi deve chiudere al pubblico alle ore 18.

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha detto di aver “compiuto ogni sforzo possibile per evitare la sospensione delle attività, compresa l’emanazione di un protocollo con regole ancora più stringenti”. Una mossa che non è servita a nulla “perché i dati sono peggiorati”.  Ecco allora che Spadafora ha anticipato un indennità di 800 euro per novembre ma che dovrebbe consolidarsi in un’indennità mensile una tantum per lavoratori intermittenti nell’ambito sportivo, per stagionali del turismo e per gli operatori dello spettacolo. Entro novembre inoltre dovrebbe essere stanziata una somma pari a 50 milioni di euro da erogare a fondo perduto ad associazioni e società sportive.

Si assiste insomma a una dinamica simile a quella di marzo e aprile: la raffica di dpcm con il quale l’esecutivo cerca di mettere una pezza alla situazione genera una serie di proteste le quali, una volta che giungono sulle prime pagine dei giornali, generano quegli aggiustamenti di rotta da parte del governo che si traducono in contributi a fondo perduto. Questa volta i ministri hanno messo molta enfasi sulla “celerità” degli aiuti di Stato, memori delle numerose persone che in estate ancora aspettavano i 600 euro promessi mesi addietro.

Simone Fausti

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