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lunedì, 28 Settembre, 2020
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L’operazione green della giunta Sala avanza senza sosta

L’operazione green della giunta Sala avanza senza sosta

 

Previste altre 10 “Zone 30” entro la primavera, il 15% del centro abitato del capoluogo lombardo sarà “slow”.

 

Beppe Sala prende Anne Hidalgo come esempio e, forte del successo del secondo mandato del sindaco della capitale francese, punta a seguirne le orme con l’obiettivo di fare centro nelle urne alle prossime comunali 2021. Come? Incentrando la campagna elettorale sulla sostenibilità ambientale a 360°, sul modello francese della “ville du quart d’heure”, la città dei 15 minuti, dove tutto è a portata di mano – ad un quarto d’ora, appunto – dalla propria abitazione, raggiungibile a piedi o con l’immancabile due ruote. E se Parigi ha già reso car free le banchine della Senna e recuperato aree della città per costruire percorsi pedonali e ciclabili, già in emergenza ne ha realizzate per 50km, Milano è all’opera per costituire altre 10 “Zone 30” che, da cronoprogramma, saranno pronte entro – caso vuole – la prossima primavera.

 

Ad opera ultimata, all’interno del 15% del centro abitato di Milano, che corrisponde a quasi 20km², si viaggerà con un limite di velocità non superiore ai 30km/h. L’obiettivo della giunta Sala è infatti quello di ampliare i quasi 7 km² attuali fino a raggiungere una superficie di 12,5 km², parola dell’assessore alla Mobilità Marco Granelli dalle colonne del Corriere. Milano, nell’arco di pochi mesi, vedrà così sorgere le nuove “Zone 30” per metà caratterizzate da elementi strutturali finalizzati a limitare la velocità dei veicoli, mentre la restante parte verrà semplicemente indicata attraverso la normale segnaletica stradale.

 

Ad inaugurare il primo dei quartieri “slow” sarà Palmanova-Padova, un’area abitata di oltre 2km² che, entro la fine di settembre, oltre ai nuovi alberi sarà dotata delle famigerate castellane per obbligare gli automobilisti a premere sul freno e procedere poco più che a passo d’uomo. L’opera “rallentatrice” del Comune si sposterà poi nella vicina Nolo, successivamente più a ovest nella zona di QT8 ed in seguito anche in Forlanini-Mecenate. Apriranno i cantieri a Rogoredo-Santa Giulia, poi sarà la volta del Corvetto, dell’Isola e, a seguire, di Quarto Oggiaro e del Vigentino, per concludere con San Gottardo.

 

Un’operazione urbanistica agevolata dalle novità introdotte dal nuovo codice della strada, salutato con notevole entusiasmo dall’assessore Granelli in un lungo post su Fb come una “rivoluzione in grado di realizzare un nuovo equilibrio nelle città tra pedoni, bici e auto”, aumentando la sicurezza stradale e riducendo le emissioni inquinanti di prossimità. Grazie alle nuove norme, nelle strade urbane ciclabili – le “zone 30” – potrà essere introdotto il doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico per le auto che, secondo Granelli, “permetterà di semplificare i percorsi nei quartieri e nelle zone 30, favorendo i percorsi lineari per le bici, ma in sicurezze e visibilità reciproca”. Così s’immagina la nuova viabilità a Nolo, Isola, Corvetto e Bovisa-Dergano l’assessore alla Mobilità milanese.

 

Come la immaginano i residenti e chi nei nuovi quartieri “slow” ha la sede della propria attività commerciale, forse non rispecchia l’entusiasmo di Granelli e Sala. Che probabilmente, nella loro rappresentazione così tanto green della città, dimenticano che calare dall’alto determinate scelte tagliando fuori la voce del territorio, può portare a conseguenze disastrose. Non a caso ieri pomeriggio alcuni rappresentanti di Forza Italia hanno organizzato un gazebo in viale Monza, all’altezza di Rovereto, per raccogliere firme contro la “ciclabile della discordia” che dal centro città termina a Sesto San Giovanni.

 

Micol Mulè

 

 

 

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