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giovedì, 24 Settembre, 2020
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Blocco licenziamenti, i sindacati minacciano sciopero generale

Blocco licenziamenti, i sindacati minacciano sciopero generale

Dopo vari tentennamenti, è stata raggiunta l’intesa nel Governo per ciò che concerne il blocco dei licenziamenti, misura che sarà parte del decreto di Agosto. Ma di traverso si mettono i sindacati.

Il nodo è stato sciolto, c’è condivisione. Abbiamo fatto una sintesi” annuncia il ministro dell’Economia Gualtieri al termine del vertice a palazzo Chigi, in cui erano presenti oltre al premier Conte e al ministro dell’economia, anche i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro, i vice ministri Antonio Misiani e Laura Castelli, il sottosegretario Maria Cecilia Guerra e il presidente della commissione finanze Luigi Marattin.

La soluzione ideata dal Governo è la seguente: fino a metà novembre nessuna impresa potrà derogare al blocco dei licenziamenti, in seguito sarà consentito licenziare solo alle aziende che non beneficino dei fondi per la cassa integrazione Covid o per la decontribuzione.

Ma i sindacati minacciano lo sciopero generale il 18 settembre, a due giorni dalle elezioni regionali nel caso in cui la misura non venisse estesa a tutto l’anno. Sono contrari alla posizione dei sindacati il ministero dell’Economia, una parte del Pd, Italia Viva e Confindustria, la quale ha sottolineato che il costo per lo Stato sarà pesante, se il blocco dei licenziamenti venisse ulteriormente prorogato.

Nel decreto entreranno anche alcune misure idonee a determinare una “fiscalità di vantaggio” al Sud. Parliamo di un’agevolazione del 30% sui contributi complessivi previdenziali per tutte le aziende operanti nel Mezzogiorno, che sarà valida dal primo ottobre sino al 31 dicembre 2020.

Dopo il 2020, previa autorizzazione della Commissione europea, la decontribuzione sarebbe del 30% fino al 2025, del 20% fino al 2027, del 10% fino al 2029. La misura, ammonterebbe a circa un miliardo nel 2020 e poi 4 miliardi negli anni successivi.

Quello che divide ancora la maggioranza è il bonus consumi. Da dicembre dovrebbe partire una piccola agevolazione per chi fa acquisti con la carta di credito anzichè in contanti, ma la maggioranza su questo è spaccata.

Tra gli altri provvedimenti del decreto, sono previsti sei mesi di sgravi al 100% per assunzioni a tempo indeterminato e tre mesi per assunzioni a tempo determinato di lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari.

Alessio Villarosa, sottosegretario al Ministero dell’Economia ha confermato che sarà prevista l’abolizione della seconda rata dell’Imu per strutture ricettive, alberghi, campeggi, e stabilimenti, nonchè a fiere, cinema e teatri, a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività.

Andrea Curcio

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