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domenica, 5 Luglio, 2020
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All’Husqvarna di Valmadrera 80 lavoratori licenziati

La multinazionale svedese ha deciso di chiudere la linea di produzione lasciando a casa l’80% dei lavoratori, da un anno in cassa integrazione. Mauro Piazza (FI): “Subito audizione in Commissione Lavoro”.

Non ci sarà un lieto fine per gli 80 lavoratori dell’Husqvarna di Valmadrera. È scritto nero su bianco sulle lettere di licenziamento che si sono visti recapitare dall’azienda svedese che produce tagliaerba, dopo un anno di cassa integrazione. Husqvarna ha così definitivamente optato per la chiusura dello stabilimento produttivo, salvando soltanto la sede commerciale e una ventina di dipendenti.

Una decisione che era nell’aria già dallo scorso anno, quando la multinazionale aveva annunciato, durante un tavolo in Confindustria insieme alle rappresentanze sindacali, di voler procedere con la chiusura della linea di produzione di tosaerba perché ritenuta ormai poco redditizia, comunicando il conseguente esubero di circa l’80% del personale in forza all’azienda.

Da allora era scattata la mobilitazione con presìdi permanenti al di fuori dei cancelli dello stabilimento lecchese, che si era protratta fino all’incontro tra vertici dell’azienda e sindacati a Roma, presso il Mise, nel quale si era cercato di trovare una soluzione per salvaguardare i posti di lavoro.

Successivamente la firma dell’accordo per la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti dell’Husqvarna, che aveva riaperto minime possibilità di ripresa. In quell’occasione infatti si stava facendo largo l’ipotesi di trovare realtà interessate a portare avanti il lavoro dell’azienda oppure a reindustrializzare l’area.

A distanza di un anno niente di tutto questo si è però concretizzato, a parte il licenziamento degli 80 dipendenti, nonostante i sindacati di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nel frattempo si fossero adoperati per verificare la possibilità di prorogare la durata degli ammortizzatori sociali con la cassa integrazione a disposizione per il periodo Covid. Complice la pandemia – spiegano dalla Fiom Cgil – sono rimaste bloccate le possibilità di reinserimento lavorativo così come gli eventuali interessamenti di acquisizione da parte di altre società. Con l’addio di Husqvarna un altro storico marchio abbandona la provincia di Lecco.

L’ultima speranza potrebbe arrivare da Regione Lombardia, con il consigliere forzista Mauro Piazza che, esprimendo piena solidarietà, si è detto molto preoccupato per la situazione dei dipendenti del gruppo svedese, la maggior parte dei quali in età anagrafica non favorevole alla ricollocazione nel mercato del lavoro. Per questo si è attivato per realizzare il prima possibile un’audizione in Consiglio regionale presso la Commissione lavoro – già intervenuta lo scorso anno con l’avvio della cassa integrazione – con tutte le parti interessate. L’obiettivo è approfondire quanto denunciato dai sindacati e cercare di portare un aiuto concreto ai lavoratori.

Micol Mulè

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