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lunedì, 13 Luglio, 2020
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Il Governo si scandalizza perchè la Lombardia chiede di riaprire

Fontana chiede riapertura graduale della Lombardia dal 4 maggio, nel rispetto delle 4 D

Il Presidente della giunta di Regione Lombardia Attilio Fontana ha chiesto al Governo, con una nota ufficiale, di riaprire gradualmente la Regione a partire dal 4 Maggio, come peraltro programmato da Conte stesso nella consueta conferenza stampa ante decretum. La riapertura graduale dal 4 maggio è infatti già programmata con un decreto ufficiale del Presidente del Consiglio.

Ma tale esternazione della Lombardia ha suscitato una sorprendente irritazione nel Governo.

Più esplicitamente, il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia ha fatto capire la sua contrarietà: “Fontana fa parte della cabina di regia nazionale – dice – se vuole fare delle proposte, quello è il luogo istituzionale per farle “. Non da meno il viceministro al Mise, Stefano Buffagni: “La richiesta della Lombardia è un errore. Da sempre Fontana ha sostenuto una linea rigorosa e restrittiva e oggi, sorprendentemente, decide – non si comprende su quali dati – di aprire”.

È chiaro che la riapertura lombarda dovrà tenere conto di una serie di passaggi niente affatto scontati. Nel trasporto pubblico, ad esempio. La rete ferroviaria regionale è una delle più estese e trafficate da pendolari. L’idea è di cominciare con esperimenti pilota nelle 30 principali stazioni lombarde.

Inoltre parliamo dell’area in assoluto più colpita dalla pandemia, perciò è ovvio che bisognerà rispettare tutte le dovute precauzioni, come del resto in tutto il Paese.

Tant’è che la stessa Lombardia ha posto come condizione il rispetto rigoroso delle 4 D: Distanziamento sociale, dispositivi di protezione obbligatori (mascherine, guanti), digitalizzazione del lavoro (smart working per le attività che lo possono prevedere) e diagnosi (test sierologici che inizieranno dal 21 aprile).

Tutto questo – ha spiegato ufficialmente la Regione – sarà accompagnato da un piano per riaprire, in orario scaglionato, uffici e aziende, per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici.

Questa svolta è possibile grazie al significativo calo della pressione presso le strutture ospedaliere. I ricoverati in terapia intensiva sono infatti diminuiti di oltre 48 unità. E altre 674 persone hanno lasciato gli ospedali.

Inoltre in tutte le edicole si stanno distribuendo gratuitamente 90 mila mascherine.

La presa di posizione della Regione Lombardia arriva sotto il peso di una recessione economica senza precedenti recenti: “un miliardo e 857 milioni di spesa mancante nel solo mese di marzo” annunciava ieri la Confcommercio di Milano, Monza e Lodi.

Si tratta del 31,1% della spesa mensile delle famiglie.

Nel frattempo gli imprenditori stanno fremendo. Soprattutto i medi e piccoli. Il presidente regionale degli ambulanti, Giovanni Mauro Dolci, ha scritto a Fontana invocando la riapertura dei mercati coperti: “Possiamo garantire forme di prevenzione non inferiori ad altre forme distributive”, leggasi ipermercati. “Pur di evitare la morte economica – assicura Marco Accornero di Unione Artigiani – siamo disposti a fare i salti mortali, aprendo anche di notte. La metà delle 90 mila imprese lombarde non ha dipendenti, è pronta a ricominciare. Quanto agli altri, come i parrucchieri, ci sono tutti gli accorgimenti per lavorare in sicurezza “.

Andrea Curcio

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