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sabato, 11 Luglio, 2020
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Prada: dai pantaloni alle mascherine

In tempi di pandemia, chi può riconverte la produzione per dare una mano. Il caso Prada

Dagli abiti firmati alle mascherine sanitarie. Prada ha riconvertito temporaneamente la produzione del suo stabilimento di Montone, in provincia di Perugia, per aiutare nella lotta al coronavirus. Intervistato da Repubblica, Claudio Bormida, responsabile del sito in questione, ha affermato che dal 18 marzo circa 200 impiegati lavorano per produrre 110mila mascherine e 80mila camici da destinare al personale sanitario toscano.

Tutto è partito da una richiesta della regione Toscana che ha chiesto all’azienda una mano e da quel momento lo stabilimento di Montone, che è specializzato in pantaloni, è passato a produrre mascherine. Un passaggio non troppo difficile: è stato necessario riadattare i macchinari presenti per la cucitura ma poi la produzione “sartoriale” è cominciata senza intoppi.

Le mascherine prodotte sono del tipo più complesso, con 3 pieghe ai lati e il ferretto nella parte alta, per dare maggiore flessibilità al volto e allo stesso tempo fornire una copertura completa in modo da assicurare una protezione totale. Il prodotto finito poi è approvato dalla regione.

La mascherina made in Prada è un prodotto in triplice strato polipropilene, un materiale traspirante e idrorepellente. L’accordo con la regione prevede una consegna giornaliera e un piccolo contributo per coprire i costi vivi, mentre il resto dei costi è a carico dell’azienda. Tuttavia non vedremo nessun operatore sanitario con indumenti “griffati”, dal momento che i prodotti dello stabilimento sono assolutamente neutri e quindi non riconducibili all’azienda milanese.

Prada dunque si aggiunge alla lista di importanti brand di moda e non che sono scesi in prima linea per aiutare i nostri operatori sanitari nella battaglia quotidiana contro il virus. Il gruppo Armani già da tempo ha convertito tutti gli stabilimenti produttivi in Italia per produrre camici monouso, mentre Nannini realizza occhiali e visiere, sempre destinati a medici e infermieri.

Simone Fausti

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