venerdì, Aprile 19, 2024
More
    Home Politica Tutti a casa nell’era digitale, i giovani ne soffrono

    Tutti a casa nell’era digitale, i giovani ne soffrono

    Da Martedì 10 Marzo tutta l’Italia è una zona speciale. Si esce solo per motivi di lavoro, di salute, per urgenti necessità. Una decisione molto drastica, dettata forse anche dall’irresponsabilità di alcuni cittadini, giovani e non, che nonostante l’invito del Governo a rimanere in casa e a non frequentare i luoghi affollati, hanno continuato a farlo senza alcun rimorso.

    Un esempio agghiacciante è il video pubblicato su Instagram di due ragazze di Agrigento, appena tornate da Milano, in cui si vantano di stare in giro nella movida dopo essere giunte dalla zona rossa.

    Questo atteggiamento come altri sconfortanti casi, hanno convinto il Governo a forzare la mano rendendo tutta la penisola una zona controllata. Eppure molti giovani, adolescenti non riescono a rassegnarsi all’idea di restare a casa, non comprendendone a pieno le ragioni. Si sentono pieni di forze ed energie, invulnerabili al virus. Non capendo però che così facendo potrebbero mettere a repentaglio la salute di chi gli sta accanto, come i genitori o i nonni. Per parecchi di loro la sospensione della scuola non è un evento grave e sofferto, ma semplicemente una vacanza.

    Paradossalmente questa è l’epoca in cui stare a casa è molto più facile rispetto a prima. Siamo tutti muniti di cellulari, reti wifi, playstation, computer. Accediamo tutti gratuitamente ad Internet, possiamo addirittura fare video-chiamate di gruppo, giocare online e molto altro.

    Inoltre molti supermercati stanno offrendo agli anziani la spesa gratuita a domicilio. Stesso discorso vale per le farmacie. Tutte cose inimmaginabili ai tempi della guerra.

    Ciò nonostante i giovani soffrono, vogliono uscire di casa, socializzare. Questo dato sfalda in parte i discorsi pronunciati in questi anni, sull’assente volontà da parte dei ragazzi di voler stabilire contatti umani, di giocare all’aperto, fare sport.

    Tutto per colpa della Tecnologia. “La digitalizzazione ci sta rovinando”, quante volte l’abbiamo sentito? Si sono accodati a tale pensiero persino educatori, pensatori, intellettuali. Una partita alla Play Station era un problema, le videochiamate erano un problema, così come la televisione, Internet e Whatsapp.

    Oggi invece ci ritroviamo a pregare i nostri figli a farne uso, ma alcuni di loro ribelli vogliono uscir di casa, andare in palestra, quasi come per sfregio.

    Forse alcuni adulti hanno esagerato a criminalizzare la tecnologia, che abbiamo visto essere molto utile non solo in campo lavorativo ma anche in queste fasi.

    Andrea Curcio

    Most Popular

    L’inversione della polemica: un emendamento in tema aborto pone ai ferri corti Roma e Madrid

    Parlare di aborto in Italia è come aprire il vaso di Pandora del dibattito pubblico italiano, anche se questa volta lo scontro ha assunto...

    Trasporto aereo in Italia nel 2023: crescita e preferenze passeggeri

    Nel 2023, il settore del trasporto aereo in Italia ha vissuto un forte incremento, registrando un totale di 197 milioni di passeggeri, un aumento...

    Nasce il “Museo Inclusivo”: un viaggio nell’arte e nella creatività per persone con autismo

    L’iniziativa promossa dall’ufficio Servizi educativi e accessibilità del Castello Sforzesco e dall’Associazione “Portami per mano Onlus”, in collaborazione con la società Ad Artem. In una...

    Un nuovo paradigma per l’Europa: Il discorso di Draghi

    Nel cuore dell'Europa, a La Hulpe in Belgio, Mario Draghi ha delineato una visione rinnovata per il futuro dell'Unione. Durante la High-level Conference sui...

    Recent Comments