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venerdì, 25 Settembre, 2020
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“Pane e design”: la Russia riconosce l’eccellenza del gusto italiano. Intervista all’architetto Silvio De Ponte.

Design, architettura, illuminazione e moda i temi della conferenza di Mosca a cui è stato invitato l’architetto milanese Silvio De Ponte.

Numerose nazioni nel mondo subiscono il fascino della cultura e del gusto italiano e i russi da sempre sono tra i più entusiasti della nostra capacità di realizzare prodotti eccellenti in alcuni settori come la moda e il design. Per queste ragioni l’architetto milanese Silvio De Ponte, titolare del De Ponte Studio Architects, è stato invitato a tenere una conferenza a Mosca. L’Informatore lo ha incontrato prima della sua partenza per farsi raccontare questa opportunità.

Architetto De Ponte, lei viaggia molto per lavoro: come è percepita la cultura industriale italiana all’estero?

Devo dire che ovunque io vada per lavoro c’è sempre molto apprezzamento per la cultura italiana che si manifesta soprattutto in quello che si dice essere la cultura delle tre F, cioè Furniture, Fashion e Food. E’ noto, ad esempio, il detto che a Milano si mangia “pane e design”. Ecco questa qualità viene ancora riconosciuta all’Italia. Esiste una differenza nel gusto e nella bellezza, una bellezza che da noi si manifesta anche attraverso le bellezze naturalistiche ed artistiche che hanno ispirato e continuano a influenzare il design, l’architettura, la moda e il food.

Quale sarà il focus della sua conferenza in Russia?

Sono stato invitato dall’Università di Architettura di Mosca, dall’Istituto Internazionale di Lighting Design e dall’organizzazione dall’International Forum of Professionals Market, a tenere uno speech ad una platea di progettisti ed imprenditori della Federazione Russa relativamente allo sviluppo dell’architettura, del design e dell’illuminazione nel mondo. Unitamente a questo parlerò anche del cambiamento delle mode, degli stili di vita e dei trend raccontando le esperienze professionali e i progetti che stiamo svolgendo su questi temi. 

L’attività progettuale che svolgiamo è suddivisa in cinque Business Unit:

  • Progetti di Architettura e di Master Plan;
  • Progetti di Interior Design, sviluppati in diversi ambiti, dagli Hotel al Residenziale, dall’Office Design alla Ristorazione, dal Retail all’Exhibition Design;
  • Lighting Design (luce applicata per Interni ed Esterni);
  • Product Design, prevalentemente per aziende italiane;
  • Corporate Identity (naming, loghi, immagine coordinata e grafica in genere) e Strategy

Come è nata questa opportunità?

Personalmente negli anni ho costruito una buona visibilità internazionale: svolgo attività di ricerca grazie alla mia docenza presso il Politecnico di Milano e allo IED (Istituto Europeo di Design), faccio parte del comitato scientifico della Rivista internazionale Luce & Design e della Fondazione Stefano Zecchi. Parallelamente a ciò curo in Italia e all’estero conferenze e workshop per le Università italiane ed Internazionali e per aziende italiane premium.

Qual è il valore aggiunto di questi momenti di confronto professionale a livello internazionale?

Tenere questi interventi di natura più culturale quali lezioni e conferenze o workshop, sia in Italia che nel mondo, ti permette di tenere la mente sempre allenata e in movimento verso ciò che succede a livello internazionale relativamente allo sviluppo immobiliare e alla trasformazione della moda e del design. Per me è sempre stato fondamentale legare l’attività professionale con la ricerca e la sperimentazione, sviluppata negli anni, attraverso appunto docenze, conferenze ed esposizioni internazionali.

Inoltre questi momenti di visibilità ti permettono di ampliare i tuoi rapporti e di creare delle opportunità, di stabilire delle partnership come, ad esempio, mi è successo dieci anni fa durante un mio viaggio a Mumbai in India dove ero stato chiamato a tenere una conferenza. A seguito di questo diverse aziende e studi di progettazione si sono interessati al mio lavoro ed infatti conseguentemente a questo subito dopo ho aperto il mio studio a Mumbai. Esperienza conclusasi dopo 6 anni di attività.

Simone Fausti

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