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venerdì 20 Marzo, 2026
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Elio liquido, la crisi silenziosa che può colpire tecnologia e mercati

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Una materia prima poco nota ma essenziale come l’elio liquido è finita al centro delle tensioni geopolitiche nel Golfo, con possibili effetti sull’intera economia globale. Utilizzato sia in ambito medicale (risonanze magnetiche, microscopi avanzati) sia nella produzione di semiconduttori, è fondamentale per i chip che alimentano dispositivi elettronici e intelligenza artificiale.
Il problema nasce dallo stop alla produzione in Qatar, uno dei principali fornitori mondiali insieme agli Stati Uniti, che ha fermato l’impianto di Ras Laffan a causa della crisi nell’area. Se il blocco dovesse durare, potrebbero servire mesi per normalizzare le forniture, nonostante le scorte disponibili.
I primi effetti si vedono già nei prezzi: l’elio potrebbe passare da circa 500 a 2.000 dollari per mille piedi cubi, aumentando i costi di produzione dei chip. Questo rischia di tradursi in rincari per smartphone, computer e automobili, oltre a nuovi colli di bottiglia nella filiera.
La situazione arriva in un momento delicato per il settore tecnologico, impegnato in enormi investimenti nell’intelligenza artificiale: costi più alti potrebbero ridurre margini e valutazioni di mercato.
Nel frattempo, la Russia prova a sfruttare l’occasione, aumentando la produzione grazie anche alla collaborazione con la Cina. La crisi dell’elio conferma così la fragilità delle catene globali e il peso crescente delle materie prime strategiche negli equilibri internazionali.

Andrea Valsecchi

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