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    Economia, aumentano le richieste di aiuto per eccesso di debito da parte di consumatori e piccole imprese

    Economia, aumentano le richieste di aiuto per eccesso di debito da parte di consumatori e piccole imprese
    Nel 2023 in crescita del 44% secondo i dati della Camera Arbitrale della Camera di commercio che gestisce le domande di crisi da sovraindebitamento per le aree territoriali di Como-Lecco, Cremona, Milano, Monza, Brianza, Lodi, Pavia, Varese, Busto Arsizio. La maggior parte sono consumatori, ma anche imprese, ditte individuali ed ex imprenditori.
    Sono consumatori, ma anche imprese, ditte individuali ed ex imprenditori a chiedere aiuto per aver accumulato debiti in eccesso senza riuscire a farvi fronte. Aumenta significativamente il fenomeno del sovraindebitamento nelle province lombarde, con una crescita del 44% delle richieste di aiuto, passate dalle 193 istanze depositate nel 2022 alle 278 del 2023. Questa è la fotografia scattata dalla Camera Arbitrale di Milano, società della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che attualmente gestisce le domande di crisi da sovraindebitamento per le aree territoriali di Como-Lecco, Cremona, Milano, Monza, Brianza, Lodi, Pavia, Varese, Busto Arsizio, con il servizio OCC (Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata).
    In base ai dati raccolti in Camera Arbitrale di Milano nel 2023, è il capoluogo lombardo a rappresentare l’area territoriale che fa più ricorso al servizio di gestione delle crisi da sovraindebitamento, concentra infatti il 26% del totale delle domande depositate (72), seguita da Monza che detiene il 21% del totale con 58 domande depositate. Como e Pavia, rispettivamente con 26 e 24 domande, rappresentano il 9%, ci sono poi Lecco, Varese e Busto Arsizio che rappresentano l’8% con 23 domande ed infine Lodi (6%) e Cremona (5%). La ripartizione prende in considerazione le domande divise per competenza dei Tribunali chiamati all’omologa del piano di rientro.
    Per quanto attiene al profilo dell’indebitato, la ricerca evidenzia una prevalenza di consumatori con 148 domande depositate nel 2023 (pari al 53%), seguiti da imprese, ex imprenditori e ditte individuali con 130 domande (47%). Rispetto al 2022 è stata registrata una crescita netta delle istanze presentate dai consumatori, passate da 83 a 148 nel 2023 (78%). In generale, per legge accedono al servizio i consumatori, l’impresa minore (sottosoglia fallimentare) e realtà specifiche come l’impresa agricola, la start up o le associazioni professionali in evidente stato di squilibrio economico e finanziario.
    Su 278 domande depositate nel 2023, la procedura maggiormente utilizzata è quella della liquidazione controllata del sovra indebitato utilizzata nel 75% dei casi, seguono la ristrutturazione dei debiti del consumatore con il 15% dei casi, l’esdebitazione del debitore totalmente incapiente utilizzata nel 6% dei casi e, infine, il concordato minore scelto nel 4% dei casi. In media sono necessari 500 giorni per la conclusione della pratica. Il Tribunale ha omologato il 93% dei piani di rientro, che solo nel 7% dei casi è stato rigettato.
    Il servizio di gestione delle crisi da eccesso di debito della Camera Arbitrale di Milano ha gestito dal 2017, anno della sua costituzione, oltre 1300 richieste di aiuto depositate: “Questo aumento delle domande ha raggiunto il picco più alto da quando è nato il servizio e, se da un lato, evidenzia come il servizio OCC stia diventando sempre più utilizzato e conosciuto, dall’altro registra comunque un generale stato di difficoltà economica stratificato negli anni, che può trovare nel nostro servizio di gestione delle crisi un valido supporto – spiega Rinaldo Sali, vicedirettore della Camera Arbitrale di Milano e responsabile dell’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione controllata del patrimonio-. Il nostro impegno sul territorio è quello di aiutare il consumatore e il piccolo imprenditore (non fallibile) a risollevarsi e a trovare una possibile via d’uscita per far ripartire la propria attività, con benefici per la tenuta del tessuto economico e sociale”.

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