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    Il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione negoziale sul rinnovo delle norme dell’UE in materia di omologazione e vigilanza del mercato dei veicoli a motore

    Il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione negoziale sul rinnovo delle norme dell’UE in materia di omologazione e vigilanza del mercato dei veicoli a motore (Euro 7) con 329 voti favorevoli, 230 contrari e 41 astensioni. La legislazione interviene sui limiti per le emissioni dei gas di scarico (come ossidi di azoto, particolato, monossido di carbonio e ammoniaca), sulle emissioni di pneumatici e freni e sulla durata delle batterie.
    Per le emissioni inquinanti delle autovetture, i deputati hanno sostenuto i livelli proposti dalla Commissione e proposto una ripartizione supplementare delle emissioni in tre categorie per i veicoli commerciali leggeri in base al loro peso. Per le emissioni di gas di scarico di autobus e veicoli pesanti, hanno adottato limiti più rigorosi di quelli proposti. Le emissioni dovranno inoltre essere misurate in laboratorio e in condizioni di guida reali.
    Il Parlamento intende allineare le metodologie di calcolo e le soglie massime dell’UE per le emissioni di particelle dei freni e per i tassi di abrasione dei pneumatici alle norme internazionali, attualmente in fase di elaborazione da parte della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite. Il testo prevede infine requisiti minimi di durata delle batterie per auto e furgoni più elevati di quelli proposti dalla Commissione.
    Il Parlamento è ora pronto ad avviare i colloqui con i governi dell’UE per raggiungere un accordo sulla forma finale della legge.
    Il 10 novembre 2022 la Commissione ha proposto nuove norme in materia di emissioni di inquinanti atmosferici per i veicoli a combustione, indipendentemente dal carburante utilizzato. Gli attuali limiti di emissione si applicano alle autovetture e ai furgoni (Euro 6) e agli autobus, agli autocarri e agli altri veicoli pesanti (Euro VI). La novità della proposta Euro 7 è che affronta anche le emissioni non di scarico (microplastiche derivanti da pneumatici e particelle dei freni) e comprende requisiti relativi alla durata delle batterie.
    Nell’adottare questo testo, il Parlamento risponde alle aspettative dei cittadini di promuovere l’acquisto di veicoli elettrici conformi a buoni standard di durata della batteria, di promuovere la diffusione delle infrastrutture digitali ed elettriche e di ridurre la dipendenza energetica dell’UE da attori stranieri, come indicato nelle proposte 4(3), 4, 6, 18, 2 e 31, paragrafo 3, delle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa.
    «Dopo il voto positivo in Commissione Ambiente (ENVI) – commenta l’eurodeputato di Forza Italia-Gruppo PPE Massimiliano Salini -, oggi (ieri, ndr) il via libera in plenaria alla nuova versione del regolamento Euro 7, che elimina gli aspetti irricevibili della proposta iniziale della Commissione, dimostra che in Europa il nuovo asse del centrodestra si sta consolidando: c’è spazio per una maggioranza alternativa all’attuale, mentre le crepe nel fronte ideologico di sinistre e verdi appaiono sempre più profonde. Come PPE partiamo da una visione dell’Europa che coniughi la centralità della persona e la cultura di impresa con la sfida della sostenibilità, una scommessa che nei dossier legislativi si traduce in una battaglia di realismo a difesa della competitività UE. Con questo approccio vincente, oggi riportiamo la normativa Euro 7 su binari accettabili, che consentono al settore automotive di continuare a innovare. La posizione che l’Europarlamento terrà nel trilogo finale con Commissione e Consiglio accoglie molte priorità del Partito Popolare Europeo: il rinvio dell’entrata in vigore del nuovo regolamento di almeno due anni per le auto e almeno quattro per i mezzi pesanti, calcolati dalla pubblicazione di tutti gli atti delegati; i nuovi standard degli pneumatici saranno sincronizzati con i target, i metodi di prova e le tempistiche da definire in sede ONU, mentre sulle emissioni prevediamo test e limiti più realistici. Rilanceremo la definizione di “Carburanti CO2 neutri” come emendamento al nuovo regolamento emissioni dei mezzi pesanti (Heavy-duty vehicles), che andrà al voto nella plenaria di fine novembre: contro la transizione all’elettrico, fa leva sul principio cardine della neutralità tecnologica e, includendo i biofuel sostenuti dall’Italia accanto agli e-fuel della Germania, consentirebbe l’immatricolazione di veicoli con motori a scoppio di ultima generazione anche dopo il 2035».
    (a.m.)

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