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    Manovra 2024, ecco le principali misure

    Manovra 2024, ecco le principali misure
    Sono stati stanziati circa 28 miliardi dal Governo Meloni, per l’attuazione della manovra 2024.
    Vediamo le principali misure:
    FISCO. Circa 10 miliardi sono destinati al al taglio del cuneo fiscale-contributivo, rinnovato anche per il 2024; 4,3 miliardi per la riforma delle aliquote Irpef con l’accorpamento dei primi due scaglioni al 23% per tutti i redditi fino a 28mila euro l’anno. I due interventi rafforzano le buste paga dei lavoratori dipendenti fino 1.298 euro annui. La no tax area si amplia fino a 8.500 euro equiparando dipendenti e pensionati.
    Novità anche per le partite Iva: fino a 170 mila euro i professionisti non pagheranno più l’acconto di novembre.
    Vengono tagliate invece le detrazioni, comunque in modo lineare, salvo le spese mediche.
    Taglio anche del canone Rai: le rate in bolletta scendono da 20 euro a 15 per un totale che passa da 90 a 70 euro l’anno.
    SANITÀ E PA. Per la sanità è previsto uno stanziamento aggiuntivo rispetto all’aumento già previsto a legislazione vigente di 3 miliardi, più 4,2 miliardi a decorrere dall’anno 2026.
    Introdotta poi l’indennità per medici e altro personale sanitario impegnati nella riduzione dei tempi delle liste di attesa, la prima priorità di Giorgia Meloni.
    250 milioni di euro per l’anno 2025 e 350 milioni di euro dal 2026 andranno poi a potenziare l’assistenza territoriale anche con nuove assunzioni di personale sanitario.
    Stanziati infine 5 miliardi per i rinnovi dei contratti della pubblica amministrazione, a cui si aggiungono 2,5 miliardi destinati al personale medico sanitario.
    FAMIGLIE E NATALITÀ. Stanziato 1 miliardo di euro per le famiglie numerose e per alzare il tasso di natalità. Rafforzato il bonus asili nido, mentre per sostenere le mamme lavoratrici lo Stato pagherà l’intera quota dei contributi a loro carico: per un anno se hanno due figli (fino all’età di 10 anni del più piccolo) e permanente per quelle che hanno 3 figli (fino ai 18 anni dell’ultimo).
    Viene confermata anche la carta Dedicata a te, con uno stanziamento di 600 milioni di euro, ed integrato lo stanziamento dei mutui prima casa con 380 milioni di euro.
    Si rifinanzia per il primo trimestre 2024 anche il contributo straordinario per il caro energia e il bonus sociale elettricità, con uno stanziamento di 200 milioni di euro.
    LAVORO. La manovra conferma la detassazione dei premi produttività al 5% e la soglia fino a 2 mila euro dei fringe benefit per i lavoratori con figli a carico, fino a 1.000 euro per tutti gli altri. Previsti poi incentivi per le assunzioni di donne disoccupate, e confermati i beneficiari dell’assegno di inclusione e i giovani.
    Arriva anche la detassazione per i lavoratori del settore del turismo notturno e festivo. Subisce invece un calo l’agevolazione per gli impatriati, cioè chi torna a lavorare in Italia e trasferisce la residenza nel 2024 per almeno 5 anni: la riduzione della tassazione sarà infatti del 50% contro il 70% in vigore fino ad oggi.
    IMPRESE. Previsto uno sconto del 50% delle imposte sui redditi per 5 anni per tutte le imprese che torneranno ad investire in Italia. Arriva poi una maxi-deduzione in presenza di nuove assunzioni, grazie agli 1,3 miliardi stanziati.
    Rinviata fino al 1 luglio 2024 l’entrata in vigore della plastic e sugar tax.
    Viene introdotto poi un credito di imposta per chi acquisisce beni strumentali destinati a strutture produttive nel Mezzogiorno ai quali si aggiungono le risorse per la nuova Sabatini e contratti di sviluppo (300 milioni). Infine, dal 1º gennaio 2024 entra in vigore la global minimum tax al 15% per i gruppi multinazionali con fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro.
    PENSIONI. Ape e Opzione donna confluiscono in uno strumento unico di accompagnamento alla pensione, con una stretta generale su quelle anticipate.
    Al posto di Quota 103 arriva Quota 104 con specifiche ad hoc per valorizzare chi vuole rimanere al lavoro.
    Per quanto riguarda le pensioni interamente contributive salta il vincolo che costringe chi vuole uscire, a raggiungere una pensione di 1,5 volte quella minima.
    Prevista infine la rivalutazione delle pensioni all’inflazione.
    PONTE SULLO STRETTO. La manovra prevede poi le risorse necessarie per il Ponte sullo stretto di Messina, così come altri investimenti a vantaggio delle Regioni, enti territoriali e amministrazioni centrali.
    Andrea Valsecchi

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