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    Imprese, mancano 1 milione di lavoratori, ma i disoccupati sono 2 milioni

    Imprese, mancano 1 milione di lavoratori, ma i disoccupati sono 2 milioni
    In Italia alle imprese mancano 1 milione di lavoratori, ma allo stesso tempo la disoccupazione si attesta a quota 2 milioni, di cui 800mila circa in età compresa tra i 15 e i 34 anni.
    È questa l’analisi riportata da Cgia, l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre, che denota come domanda e offerta ancora una volta non riescano a incontrarsi: da un lato ci sono infatti, aziende che rinunciano a una quota importante degli ordini perché non hanno le risorse umane sufficienti per far fronte alle nuove commesse, mentre dall’altro lato tanti giovani senza occupazione.
    Le occupazioni che non si trovano
    Second il report di Unioncamere-Anpal, fra le 50 figure professionali di difficile reperimento abbiamo in primis i saldato ad arco elettrico, i medici di medicina generale, elettronici/telecomunicazioni, gli ingegneri, gli intonacatori (compresi gli stuccatori, i decoratori e i cartongessisti) e i dirigenti d’azienda (di istituti scolastici privati e di strutture sanitarie private). Tutti settori nei quali la ricerca di personale finisce a vuoto 8 volte su 10.
    La stessa sorte riguarda i meccanici collaudatori, gli infermieri/ostetriche, i tecnici elettronici (installatore e manutentore hardware), i tappezzieri e i materassai, gli operai addetti a macchinari per la filatura e bobinatura, i saldatori e i tagliatori a fiamma, gli ingegneri elettronici, gli elettrotecnici e gli operai addetti ai telai meccanici per la tessitura e maglieria: in 7 casi su 10 le richieste imprenditoriali rimangono scoperte.
    Le peculiarità sui settori in crisi d’occupazione emergono anche nel divario fra Nord – dove si cercano soprattutto camerieri e addetti alle pulizie – e Sud – dove la richiesta si concentra sui muratori.
    Le situazioni più critiche
    Le situazioni più critiche si fanno registrare a Chieti e L’Aquila con il 43,6%, a Caltanissetta con il 40,5%. Poi a Cagliari con il 39,2, poi Brindisi e Sassari con il 39, Siracusa con il 38,8.
    Ed analizzando l’incidenza percentuale delle difficoltà di reperimento, dal 2017 a oggi è più che raddoppiata.
    Andrea Valsecchi

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