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    Chiara Ferragni cede una quota di Fenice ad AVM

    L’azionariato di Fenice, la società fondata da Chiara Ferragni, sta vivendo un processo di riassetto con la cessione di una quota significativa ad AVM, promosso da un club deal. Questa operazione segna una nuova fase di crescita per il brand italiano, che ha conquistato i mercati di oltre 120 paesi nel mondo.

    Alchimia, veicolo di investimento attivo nel settore del venture capital e guidato da Paolo Barletta con la partecipazione di Annabel Holding di Nicola Bulgari, ha firmato un accordo con AVM Gestioni per la cessione di una quota di Fenice. AVM, guidato da Giovanna Dossena, è sostenuto da famiglie imprenditoriali italiane, tra cui Edoardo Tabacchi e Luca Bombassei.

    Secondo l’accordo Alchimia cederà gradualmente le sue quote in Fenice, che attualmente controlla il 40% della società, fino a un massimo di 20 milioni di euro. La valutazione complessiva di Fenice è stata fissata a 75 milioni di euro. L’operazione di cessione avverrà entro la fine dell’anno e consentirà ad AVM di acquisire la partecipazione in diverse tranche. Tuttavia Alchimia manterrà un interesse nell’investimento e supporterà Fenice nel suo percorso di crescita con i nuovi investitori.

    Giovanna Dossena, fondatrice e amministratrice delegata di Avm Gestioni, ha sottolineato che il valore aggiunto di AVM risiede nell’esperienza, nella reputazione e nella visione dei suoi soci, che troveranno grande espressione anche in questo progetto. Paolo Barletta, commentando l’operazione, ha evidenziato l’inizio di un nuovo capitolo per Fenice, caratterizzato da una storia di imprenditoria al femminile e dalla sinergia tra due generazioni per promuovere la crescita del brand.

    L’attuale struttura azionaria di Fenice comprende Alchimia al 40%, Sisterhood al 32,5%, controllata al 100% da Chiara Ferragni, e Esuriens al 13,75%, controllata a sua volta al 100% da N1 Srl. Tra i nuovi soci investitori che parteciperanno al club-deal, figurano l’imprenditore Edoardo Tabacchi e l’architetto Luca Bombassei.

    L’operazione rappresenta un ritorno significativo per Alchimia, che aveva investito circa 400 mila euro in Fenice nel 2013. Con la cessione di due terzi delle proprie quote, Alchimia incasserà circa 20 milioni di euro e manterrà una partecipazione valutata poco più di 10 milioni di euro. Questa è la quinta operazione di uscita (exit) per Alchimia dal 2018, che include anche una IPO al Nasdaq di CUE Health e varie acquisizioni e vendite di società.

    Alchimia è attualmente coinvolta in 22 investimenti in società operative in Italia e all’estero, con l’80% del suo portafoglio allocato negli Stati Uniti, Israele, Regno Unito, Dubai, Islanda e Africa. Per l’operazione, Alchimia ha ricevuto consulenza finanziaria da BNP Paribas, mentre gli aspetti fiscali sono stati gestiti dallo studio Benigni & K.

    Pietro Broccanello

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