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    ESG e bilancio di sostenibilità: perché conviene

    ESG e bilancio di sostenibilità: perché conviene
    Intervista a Gianfranco Buschini, Partner Studio Pirola – Ufficio di Parma.
    Perché un’azienda ed in particolare una PMI deveriorganizzare il proprio modello di business in ottica ESG?
    Direi, principalmente, per senso civico ed etica imprenditoriale; penso che sia dovere di tutti, compreso quello del ceto imprenditoriale, impegnarsi per il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda ONU 2030. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi, che le scelte e le opinioni dei consumatori premiano, in modo sempre più consistente, le aziende capaci di dimostrare un impegno costante in ambito ESG.
    Environmental, Social e Governance ovvero i cosiddetti “decreti attuativi” dell’agenda Onu 2030, sono a suo avviso ancora poco conosciuti dal sistema imprenditoriale italiano?
    Sì, anche se la sensibilità degli imprenditori in questa materia si sta diffondendo sempre più.
    Ricordiamo che l’agenda 2030 con i suoi 17 macro obiettivi e principi guida, è un progetto che investe e responsabilizza, sia la società civile, le istituzioni e tutte le imprese dell’Unione verso una relazione più consapevole, rispettosa e trasparente nei confronti di tutti gli stakeholders. Questi standard comportamentali potranno essere l’occasione per valorizzare tutte quelle politiche virtuose sia verso l’ambiente che verso le legittime attese della comunità che, inconsapevolmentel’impresa e l’imprenditore, hanno già da tempo adottato quasi in modo naturale?
    Certamente sì. Il “vantaggio competitivo” di chi, in chiave imprenditoriale, si è già mosso da tempo su tematiche ESG, è facilmente riscontrabile, sia in termini reputazionali, che di mercato.
    Vede gli ESG come un’evoluzione della cultura al bene comune o della più recente Corporate Social Responsability?
    Direi che sono la compenetrazione di entrambi gli aspetti, il primo più afferente all’etica, il secondo all’economia; la fusione di questi due ambiti crea il benessere collettivo.
    Essere virtuosi e seguire gli standard ESG genera vantaggi diretti per chi li applica con impegno e coerenza e soprattutto prima dei rispettivi competitors. Tra i seguenti benefici, quali ritiene più importanti: attrarre talenti, rafforzare il brand, migliorare la performance, aumentare la reputation, migliorare e monitorare la filiera della supply chain?
    Non voglio essere banale nella risposta, ma sono fermamente convinto che tutti i punti toccati subiscano un consistente beneficio da una seria e continuativa applicazione, da parte dell’impresa, degli standard ESG.
    Il bilancio di sostenibilità è lo strumento fondamentale e riepilogativo per comunicare ai terzi ed in primis al mercato, l’impegno che l’azienda si è assunta nei loro confronti adottando i principi e i postulati degli ESG. A che punto siamo?
    Alcune imprese, quelle più strutturate, sono partite già da tempo con la rendicontazione della sostenibilità; altre hanno avviato un processo di valutazione attento a valutare i costi (anche economici) e benefici che tale percorso potrà comportare nel tempo.
    Perché predisporre un bilancio di sostenibilità per una PMI quando non ancora obbligatorio, come invece lo è già per le società quotate attraverso la DFN la dichiarazione non finanziaria?
    Per quanto tutto appena detto. Aggiungo, inoltre, che già adesso istituzioni finanziarie, come banche o fondi di private equity, oppure l’appartenenza a determinate filiere, impongono o suggeriscono l’adozione di politiche ESG.
    Infine, lei che vive e lavora in un territorio a forte vocazione imprenditoriale come la provincia di Parma, cosa consiglia a tutte le migliaia di PMI che a breve si troveranno a che fare con gli standard ESG?  Adottare gli stessi come un’occasione per esaltare ciò che si è già fatto ma che non è stato sufficientemente comunicato e “incasellato”, presidiare in ottica di miglioramento tutti gli elementi non ancora gestiti in modo strutturato e maturo come la corporate governance e le sue diverse implicazioni o altro?
    Ancora una volta, mi sento di dire che entrambi gli aspetti sono assolutamente da tenere in considerazione, probabilmente con un peso maggiore, in un verso e nell’altro, a seconda di quanta parte di cammino in ambito ESG è già stato affrontato.

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