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    Juventus: fine di un’era

    Juventus: fine di un’era
    È Gianluca Ferrero l’uomo indicato come nuovo presidente della Juventus dopo le dimissioni di Andrea Agnelli e di tutto il consiglio di amministrazione avvenute lunedì 28 novembre. Lo ha comunicato Exor, holding della famiglia Agnelli che controlla la società torinese. I fattori scatenanti il repentino cambio di presidenza sembrano essere state le contestazioni fiscali degli ultimi mesi, in particolare da parte della Consob. Con la scelta di Ferrero la direzione sembra andare verso un consiglio forte, di profilo tecnico, in grado di affrontare tutti i temi legali e societari nei vari processi aperti.
    Sono arrivate come un fulmine a ciel sereno e in maniera alquanto inaspettata le dimissioni del patron bianconero Andrea Agnelli, che dopo oltre 12 anni di presidenza e dopo essere diventato il presidente più vincente della storia del club (con 9 scudetti di fila e 19 trofei complessivi) abbandona il vertice della società. Non sarà più lui a guidare la società torinese nel 2023, proprio l’anno del centenario della proprietà del club da parte della famiglia Agnelli. Insieme a lui hanno dato le dimissioni anche gli altri membri del Cda, compresi Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene, dopo una riunione straordinaria dell’altro ieri per decidere il futuro della società, particolarmente scossa dagli eventi degli ultimi 12 mesi.
    Alcune avvisaglie c’erano già state in tempi recenti, come testimonia il rinvio dell’assemblea degli azionisti per due volte consecutive per via della necessità di recepire i rilievi fatti dalla Consob (l’organo di controllo della Borsa) legati all’ultimo bilancio del 2021-22. La Juventus aveva annunciato di aver riscritto i bilanci sulla base delle contestazioni dell’organismo di vigilanza, continuando però a ritenere errati i rilievi sia della Consob sia della Procura di Torino sulla stesura dei bilanci degli ultimi anni.
    Stavolta invece sarebbe stata imboccata un’altra strada, modificando il progetto di bilancio e bilancio consolidato al 30 giugno 2022, recependo le indicazioni della Consob e anche quelle della Procura. Le criticità riguardavano soprattutto le “manovre stipendi” messe in atto durante il Covid, che prevedevano la rinuncia di alcune mensilità da parte dei giocatori nelle stagioni 2019-20 e 2020-21 e la restituzione nelle stagioni successive. Per “un approccio più prudenziale”, la società alla fine ha deciso di contabilizzarli in maniera diversa, recependo di fatto gli appunti mossi dai magistrati che indagano sui conti della Juventus. Ma le inchieste rivolte ad Agnelli, Nedved e Arrivabene, tutti e tre indagati, hanno fatto propendere per le dimissioni “in blocco” di tutto il Cda, che rimarrà in carica fino alla nuova nomina da parte dell’assemblea dei soci, il 18 gennaio 2023.
    Centrale nella vicenda è stato anche il ruolo del consigliere Daniela Marilungo, membro del Cda che ha rassegnato le dimissioni con dichiarazione separata, contestando apertamente le modalità con cui sono stati affrontati determinati temi da parte del consiglio di amministrazione. La Marilungo ha inoltre motivato le dimissioni sostenendo “l’impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza” e ritenendo di “di non essere stata messa nella posizione di poter pienamente ‘agire informata’ a fronte di temi di sicura complessità”.
    Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, ha già indicato Gianluca Ferrero come nuovo presidente della società. Il commercialista, revisore, sindaco e AD di altre società, grazie alla solida esperienza e alle competenze tecniche necessarie, oltre a una storica passione per il club bianconero, è stato ritenuto l’uomo più adatto per affrontare tutti i temi legali e societari nei vari processi in corso. Il nuovo direttore generale dovrebbe invece essere Maurizio Scanvino, su cui ricadrebbero le scelte operative e gestionali. Saranno dunque loro, insieme al nuovo Cda, a dover affrontare il processo previsto in primavera, visto che a Natale verrà plausibilmente rinviato.
    Pietro Broccanello

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