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    Green, la classifica delle città più verdi

    Green, la classifica delle città più verdi
    Bolzano, Trento e Belluno sul podio, e nella top 10 entrano anche Treviso e Pordenone. Il Nord Est si conferma il più green, mentre il fanalino di coda rimane la Sicilia
    L’Italia del Nord-Est si contraddistingue nella 29esima edizione di Ecosistema Urbano, l’indagine condotta assieme a Legambiente e Ambiente Italia in tema di accoglienza verde dei principali centri urbani. Il risultato è apparso abbastanza scontato agli occhi dei meno avvezzi sulle statistiche degli anni precedenti: Bolzano ha conquistato la vetta, ottenendo un primato che a differenza di quanto si potesse pensare, non era affatto scontato. La città altoatesina, capoluogo dell’omonima provincia autonoma, ha infatti guadagnato ben cinque posizioni rispetto alla precedente classifica, scalzando la rivale Trento dal primato, che questa volta ottiene il secondo posto. Dietro c’è Belluno, che dall’ottavo posto ha conquistato il podio. È facile pensare come lo status di Provincia autonoma giochi un ruolo fondamentale nella scelta delle politiche in chiave green, e nelle dotazioni finanziare da destinare alla tutela del patrimonio verde, che nella Regione del Trentino Alto-Adige è senz’altro prevalente e determinante per l’intera economia, turistica e non. Ma non è questo l’unico fattore a determinare prestazioni di alto livello, se guardiamo, ad esempio alle altre città capoluogo che si sono aggiudicate la top 10, con Reggio Emilia al quarto posto (peraltro perdendo due posizioni dall’ultima classifica), a Cosenza al quinto. Seguono Treviso e Pordenone per restare nel Nord Est, fino ad arrivare a Forlì, La Spezia e Mantova. Balza certamente all’occhio l’eccellente risultato di Cosenza, che primeggia in svariati parametri (18 in tutto quelli presi in considerazione dalla rilevazione), ma a fare il balzo maggiore è la ligure La Spezia, che da fanalino di coda si è ritrovata in nona posizione con un balzo di ben 17 posizioni.
    C’è da dire che i dati presi in considerazione riguardano prevalentemente le analisi campionate nel 2021, che si discostano in gran misura dalla classifica dell’anno precedente, basata sui dati del 2020, di parecchio influenzati dalla pandemia. Proprio per questo, stante anche le varie restrizioni che hanno caratterizzato lo scorso anno, sarebbe stato certamente meglio attendere ancora un po’ per stilare la classifica 2022, per disporre di così di dati più “veritieri”. Un trend positivo si riscontra tuttavia nell’aumento di solare termico e fotovoltaico sugli edifici pubblici, salito come media nazionale da 4,77 a 5,41 kW ogni mille abitanti, con Padova che fa da traino su tutte le altre città. Piccoli miglioramenti anche per la qualità dell’aria, che vedono, a differenza della classifica generale, un primato del sud. Agrigento e Cagliari sono infatti le città che fanno segnare un indice minore della presenza, rispettivamente, di biossido di azoto e di ozono nell’aria, quanto a microgrammi per ogni metro cubo. La laziale Rieti, invece, è la città italiana che fa segnare un minor indice di PM10. Sud in testa anche per il minor consumo idrico, con Isernia che si attesta a un punteggio di 68,4 litri per abitante al giorno, staccando Agrigento di quasi venti punti. In Toscana, Livorno è la città che ottiene il punteggio più elevato quanto ad efficienza di depurazione dell’acqua, in un testa a testa con Milano, Sondrio, Monza e Teramo. Per quanto riguarda invece l’efficienza nella raccolta differenziata, troviamo davanti a tutti Treviso, con un punteggio dell’87,6% sul totale dei rifiuti prodotti, seguita da Ferrara, Pordenone, Belluno e Trento.
    Fra le ultime dieci città non troviamo più Brindisi e Ragusa, rimpiazzate da Salerno e Crotone. Ma le difficoltà maggiori si rilevano anche quest’anno in Sicilia, in coda alla classifica generale, con Palermo e Catania rispettivamente penultima e ultima.
    Andrea Fortebraccio

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