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    Rice4Change, quando l’alleanza fa la forza

    Rice4Change, quando l’alleanza fa la forza
    C’è tempo fino al 12 giugno per contribuire alla raccolta fondi lanciata da un gruppo di giovani: «un caso di leucemia in famiglia ci ha uniti, ora vogliamo impegnarci in prima persona: trovare nuove donatrici e nuovi donatori di midollo è una possibilità concreta per restituire vita a chi non ha altre possibilità».
    È nato dalla creatività di dieci giovani il progetto di beneficenza Rice4Change, volto a diffondere la cultura della donazione di midollo e a raccogliere donazioni da destinare ad associazioni del settore. «Tutto è partito da un caso di leucemia che abbiamo vissuto in famiglia, fortunatamente in risoluzione a seguito di trapianto di midollo. Ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare noi, nel nostro piccolo, e settimana dopo settimana ha preso forma Rice4Change», racconta Emiliano, che nel gruppo cura i rapporti con la stampa. Il collettivo si compone di cinque fratelli e sorelle, con rispettivi fidanzate e fidanzati, di età compresa tra i 22 e i 38 anni: «abbiamo provato a rimboccarci le maniche e metterci del nostro: considerando che ognuno di noi vive tra diverse parti d’Italia e il Regno Unito (del gruppo fanno parte anche una ragazza colombiana e una ragazza lituana, ndr), non sempre è stato semplice coordinarci, ma ci siamo spesi al massimo delle nostre possibilità».
    L’idea? Associare una raccolta fondi a un evento sportivo di prim’ordine, l’IronMan70.30 in programma a Staffordshire, in Inghilterra, il prossimo 12 giugno. «Sei dinoi prenderanno parte alla gara, piuttosto impegnativa tra corsa, nuoto e ciclismo: nel frattempo, abbiamo aperto un profilo su Instagram e iniziato a disseminare video e contenuti sul tema della donazione di midollo. Chiediamo a chi ci segue di ripagare idealmente i nostri sforzi con una donazione, lanciata sulla piattaforma GoFundMe: il ricavato sarà interamente devoluto a tre onlus del settore (ADMO Lombardia, Casa del Sole “Paolo Belli” e Anthony Nolan), con cui siamo in contatto da tempo”. Il bello è che ciascun componente del gruppo ha curato un aspetto specifico della campagna: «Erica e Sara, classe 1999 e 2000, sono state fondamentali per i canali social e il coinvolgimento di alcuni testimonial, Pietro e Vaiva hanno preso contatti con le associazioni britanniche, Carlo si è occupato degli accordi con gli organizzatori locali, Guido è il nostro grafico-fotografo, Laura gestisce la pagina delle donazioni, Alessandra e Valerio preparano tanti dei contenuti che pubblichiamo: oggi come oggi, catalizzare l’attenzione è una sfida enorme, e abbiamo speso gran parte del nostro tempo non solo ad allenarci, ma anche a capire come veicolare al meglio le informazioni e i valori di cui vorremmo farci portatori». Il fundraising solo uno degli obiettivi dell’iniziativa: «rinunciando a morbosità o pietismi, vorremmo anzitutto smontare molti dei falsi miti che circolano attorno alla donazione di midollo: noi stessi ci siamo stupiti, ad esempio, nello scoprire che la compatibilità tra potenziale donatore e ricevente è solo dello 0,001%, così come che la donazione di cellule staminali non è affatto dolorosa o rischiosa come si continua a pensare». È bene diffondere questi messaggi tra gli under 36, in tempo periscriversi al registro dei possibili donatori dopo aver completatouna banale tipizzazione ematica: «sapere che molte amiche e molti amici hanno valutato questa possibilità ci ha dato forza: abbiamo capito che è normale avere qualche dubbio o timore, l’importante è parlarne apertamente e informarsi con chi è più esperto, avendo sempre in mente che un gesto come la donazione di midollo osseo può davvero salvare una vita». Ultima curiosità: perché questo nome? «L’ispirazione è partita da una metafora: per un malato di leucemia, linfoma, mieloma o talassemia, la probabilità di trovare un donatore compatibile e poter così sperare di guarire è una su 100.000, pari a quella di trovare un chicco d’oro in due kg di riso. E poi il riso piace a tutti». Altro che “uno vale uno”: è il caso di dire che uno vale centomila!
    Tutti i dettagli del progetto sul profilo Instagram di Rice4Change; per sostenere la raccolta fondi è possibile inquadrare il codice qrche segue.

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