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    Acea: necessario installare 14.000 colonnine di ricarica a settimana per le auto elettriche

    Acea: necessario installare 14.000 colonnine di ricarica a settimana per le auto elettriche
    L’Europa sta intraprendendo un chiaro percorso di transizione sul fronte energetico e della sostenibilità soprattutto grazie al ‘Fit for 55’, il pacchetto climatico adottato lo scorso luglio che pone una serie di obiettivi tra cui quello più ambizioso è la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto ai livelli del 1990, per arrivare alla neutralità carbonica entro metà secolo. Il mondo dell’auto è uno dei settori dove le ripercussioni di questo approccio si sentono maggiormente, con le singole case automobilistiche che stanno rivoluzionando le loro strategie, sfornando modelli elettrici in gran quantità. Ma l’infrastruttura non si sta adeguando con lo stesso passo e questo è un grosso problema.
    L’Acea (Associazione dei costruttori di automobili dell’Unione Europea) ha pubblicato l‘Electric Veichle Charging Infrastructure Masterplan’ corroborato dal supporto analitico di McKinsey che analizza lo stato dell’arte e sollecita gli Stati Membri ad adottare un approccio ‘cross-industry’. Questa nuova ricerca stima che sarebbero necessari fino a 6,8 milioni di punti di ricarica pubblici sul territorio Ue per raggiungere l’obiettivo principale del ‘Fit for 55’. Le vendite di veicoli che richiedono una ricarica elettrica sono infatti decuplicate negli ultimi cinque anni raggiungendo poco meno del 20% del totale delle auto ma nello stesso periodo il numero di colonnine di ricarica è aumentato solo di 2,5 volte.
    I dati parlano chiaro: entro il 2030 è necessario installare 14.000 punti di ricarica a settimana contro gli attuali 2.000, circa 184 punti ogni 100 kilometri, mentre per quanto riguarda i camion saranno necessarie 279.000 colonnine dedicate, 56.000 per i bus. Entro il 2030 si prevede un investimento fino a 280 miliardi per installare punti di ricarica privati e pubblici, aggiornare la rete elettrica e costruire la capacità di produzione di energia rinnovabile. Su base annuale, quindi, si stimano circa 8 miliardi di euro da dedicare alla costruzione di ricariche pubbliche, circa il 16% degli investimenti in 5G e reti Internet ad alta velocità.

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