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    Le società che fuggono dalla Russia e aiutano Kiev

    Le società che fuggono dalla Russia e aiutano Kiev

    Ogni giorno che passa si allunga la lista delle aziende che decidono di lasciare la Russia e interrompere i propri rapporti commerciali con Mosca ma qualcuno ha deciso di fare di più, decidendo di fornire aiuto diretto e immediato. È il caso di Airbnb che ha deciso di offrire alloggio temporaneo e gratuito a 100.000 rifugiati ucraini o di SpaceX, la società spaziale di Elon Musk che ha reso disponibile il suo sistema internet satellitare Starlink in Ucraina, inviando strumentazioni nel Paese. Lo stesso Musk ha dato delle informazioni pratiche sull’utilizzo tramite Twitter, suggerendo di camuffare l’antenna necessaria per collegarsi ai satelliti dal momento che questa rischia di essere un bersaglio per le truppe russe.

    Dopo l’interruzione di SWIFT e la sospensione delle spedizioni di beni non essenziali da parte delle più grandi compagnie di navigazione al mondo, le mosse dei giganti del tech sono tra le iniziative che rischiano di avere le ricadute peggiori per l’economia russa. Il gigante americano dei semiconduttori e dei chip, Intel, ha sospeso tutte le spedizioni verso i clienti situati in Russia e Bielorussia. Sulla stessa lunghezza d’onda anche altri due colossi dell’IT, SAP e Oracle, che hanno interrotto tutte le operazioni in Russia.

    Ieri è arrivato il turno di Microsoft che oltre a sospendere le vendite di tutti i suoi prodotti e servizi nel Paese, ha deciso di continuare a lavorare con i ministeri ucraini per aiutarli nel difendersi dai cyberattacchi che vengono da oltre il confine. Il presidente della società, Brad Smith, ha comunicato che l’area di impatto in cui Microsoft può dare il maggior contributo è “la protezione della sicurezza informatica dell’Ucraina”, difesa che va avanti anche da prima dell’invasione. Gli analisti di Microsoft, infatti, poco prima che i carri armati russi superassero il confine ucraino, hanno scoperto due attacchi informatici contro le infrastrutture digitali di Kiev, condotti tramite un nuovo pacchetto di malware chiamato FoxBlade. Parallelamente, il celebre gruppo hacker internazionale Anonymous, dopo aver rivelato i presunti piano d’invasione di Putin che risalirebbero addirittura a gennaio, continua a essere ingaggiato in quella che è una estesa cyberwar tutti gli effetti.

    Redazione

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