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    Ucraina, fragili equilibri tra Russia e Occidente

    Ucraina, fragili equilibri tra Russia e Occidente
    La questione ucraina si fa sempre più stringente sotto molteplici aspetti, con la Russia che non sembra particolarmente disposta a indietreggiare sulle sue posizioni. Anche se Lavrov ha invitato Putin a continuare il dialogo con l’Occidente per cercare un accordo. Intanto Scholz si è recato ieri a Kiev e oggi a Mosca.
    A detta del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ci sono ancora chance di trovare un accordo tra Russia e Occidente, almeno stando alle notizie arrivate ieri sulla situazione ucraina. Lo stesso Lavrov ha suggerito al presidente Vladimir Putin, in un incontro tra i due trasmesso in tv, di continuare a cercare un dialogo con i Paesi occidentali, ribadendo che le possibilità di risoluzione diplomatica delle tensioni non sono esaurite.
    Intanto il ministro della Difesa russo, Sergej Šojgu, ha riferito a Putin che si stanno concludendo le esercitazioni militari condotte nel e con l’alleata Bielorussia, che fino a pochissimo tempo fa avevano molto preoccupato e fatto supporre un’imminente invasione dell’Ucraina.
    Ciononostante, la situazione non sembra affatto rassicurante e, sebbene la Russia continui a non affermare la volontà – perlomeno esplicitamente – di voler invadere l’Ucraina, la tensione con le forze occidentali resta altissima e aumenta giorno dopo giorno. Lo dimostra ad esempio l’arrivo a Kiev dei missili inviati dalla Lituania e delle munizioni inviate dagli Stati Uniti, mentre il governo americano ha suggerito alle compagnie aeree di non sorvolare il Mar Nero, in quanto zona troppo rischiosa.
    Nel frattempo, a non migliorare le cose, è arrivata la notizia dell’intelligence statunitense riguardo alle stime sui soldati russi schierati al confine con l’Ucraina, che sarebbero 130mila e non 100mila come si pensava in precedenza.
    Visto l’aggravarsi della situazione i Paesi europei stanno cercando di intensificare gli incontri diplomatici nel tentativo di raggiungere al più presto un accordo che possa allentare la tensione. Ieri il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è recato a Kiev, mentre oggi andrà a Mosca per parlare direttamente coi vertici russi. Prima della partenza il cancelliere ha ribadito a chiare lettere il totale sostegno della Germania a favore dell’Ucraina, aggiungendo che qualsiasi attacco da parte dei russi sarebbe prontamente punito con “severe sanzioni” già predisposte e attuabili in qualunque momento. Dal viaggio a Mosca invece Scholz si aspetta importanti segnali di de-escalation che consentano di raffreddare i rapporti tra la Russia e l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti.
    Le relazioni tra Washington e Mosca sono infatti al minimo storico, almeno questo è ciò che ha detto Dimitry Peskov, portavoce del Cremlino. Anche se fortunatamente la possibilità di un dialogo – perlopiù su altre questioni – continua a permanere, quando si tratta di rapporti bilaterali il tono è sempre negativo, non lasciando molti spiragli.
    Ad aggravare ulteriormente la situazione, infine, è stata la dichiarazione di un alto ufficiale russo che ha affermato che la Russia è pronta ad aprire il fuoco su navi e sottomarini stranieri che dovessero attraversare illegalmente le proprie acque territoriali. Notizia giunta proprio qualche giorno dopo che la Russia aveva annunciato di aver intercettato un sottomarino americano nelle acque russe nel Pacifico, anche se gli USA hanno negato di aver svolto operazioni militari in quei territori.
    In tutto questo quadro che non fa presagire nulla di buono, un elemento decisivo – o almeno molto consistente – consisterebbe nel potenziale “dietrofront” dell’Ucraina rispetto alla volontà affermata di entrare a far parte della Nato. L’ambasciatore ucraino in Gran Bretagna, Vadym Prystaiko, ha infatti affermato la possibilità che l’Ucraina cambi posizione in merito alla questione, se questo dovesse poter scongiurare la minaccia di invasione da parte della Russia e fare cambiare idea a quest’ultima. Lo stesso cancelliere Scholz ha affermato che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato “non è in agenda”, sebbene la Russia si comporti come se lo fosse.
    In effetti un passo indietro dell’Ucraina sarebbe quantomeno ben visto da parte dei russi, che si sentirebbero meno “pressati” dall’influenza della Nato sui propri confini. Lo confermano le dichiarazioni di Peskov, che ha lasciato intendere che le posizioni russe si allenterebbero – almeno in parte – qualora si presentasse un tale scenario.
    Restiamo a vedere come si evolverà la situazione nei prossimi giorni, mentre il presidente ucraino Zelensky ha richiesto con urgenza una visita di Joe Biden a Kiev e il primo ministro inglese Boris Johnson ha intimato a Putin di arrestarsi rispetto al “precipizio” che si trova davanti rispetto alla questione ucraina. Anche il ministro degli Esteri Di Maio si recherà quest’oggi a Kiev, nel medesimo tentativo di cercare una mediazione.
    Pietro Broccanello

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