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    Governo: il fitto calendario di Draghi

    Governo: il fitto calendario di Draghi
    Passata la concitata settimana della rielezione di Mattarella al Colle, riparte l’attività politica del Governo; l’agenda di Draghi e dell’esecutivo è densa di decisioni da prendere, dal caro bollette al Covid, dal fisco alle pensioni.
    Nei prossimi mesi si profila un periodo molto intenso nel quale si potrà constatare la tenuta della maggioranza di Governo, a partire dallo scostamento di bilancio e dalle missioni scivolose di flat tax e riforma del catasto.
    Il governo non cambia composizione, ma l’azione dell’esecutivo deve dare segnali di compattezza e risposte agli italiani alle prese con le emergenze del costo dell’energia, e l’emergenza Covid. La stagione delle riforme deve trovare completamento con la revisione del sistema fiscale, delle pensioni e della concorrenza. A ciò si deve aggiungere il percorso disegnato dall’UE per portare a casa le risorse promesse in cambio di progetti concreti e da realizzare davvero.
    Portare avanti le riforme e i progetti del PNRR sono le sfide sul tavolo e i tempi sono piuttosto stretti. Per questo, la continuità rappresenta un elemento positivo, visto che Draghi ha già convocato ieri il primo Consiglio dei ministri a poche ore dalla rielezione del Capo dello Stato.
    Si è affrontato subito il pacchetto delle nuove misure anti-Covid e l’uso delle mascherine, nella speranza di avviarci verso la parabola discendente dell’incubo pandemico e guardare al futuro.
    Futuro che si presenta con la crisi energetica e i prezzi di luce e gas alle stelle. Il pericolo reale oggi è rappresentato dal rischio di veder frenata la ripresa non a causa del virus, bensì per l’impennata del costo energetico che sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie e lascia intravedere all’orizzonte una ripresa dell’inflazione. Finora le strategie messe in campo dalla scorsa estate non hanno dato esiti significativi e il mondo produttivo chiede misure urgenti per evitare lo scotto di perdere competitività a causa del caro bollette.
    Per capire se e quante risorse il governo potrà mettere a disposizione per neutralizzare il costo energetico, occorre vedere i conti pubblici e preparare la manovra di aggiustamento per comprendere a quanto ammonta lo scostamento della spesa rispetto alle previsioni.
    L’Istat ha anticipato le previsioni che vedono una crescita nel 2021 superiore alle attese, ma proprio a causa della “pandemia energetica” il 2022 si apre con molte incertezze e nubi pesanti.
    Coniugare politica espansiva e contenimento dell’inflazione senza perdere di vista il capitolo “istori” è davvero un’operazione da triplo salto mortale, esercizio ad altissima difficoltà.
    Per questo non possiamo fare a meno dei fondi provenienti dal PNRR. Nel 2021, grazie a uno sprint sul filo di lana, l’Italia ha raggiunto gli obiettivi del Recovery Plan (51 obiettivi centrati), ma per l’anno appena iniziato sono ben 45 gli adempimenti ulteriori da mettere a segno entro il mese di giugno per poter incassare l’assegno da 24 miliardi di euro.
    Tra questi, non passano inosservate le riforme che ci siamo impegnati ad attuare: fisco, Pubblica amministrazione, transizione energetica e soprattutto controllo della spesa pubblica per investimenti con un montante di circa 27 miliardi da spendere secondo i parametri UE.
    Una delle questioni più spinose riguarda la riforma delle pensioni, per la quale l’aggiornamento della legge Fornero dovrà produrre nell’immediato modifiche strutturali improntate a maggior flessibilità, condizione necessaria per abbandonare quota 100 (oggi 102) nel corso del 2023.
    Si dovrà lavorare di fioretto per contemperare le posizioni di governo e sindacati e trovare un equilibrio sostenibile a livello finanziario.
    Sul piano fiscale i temi sono sempre gli stessi: delega fiscale, riforma del catasto (senza nominare la parola “patrimoniale”), flat tax. Questi temi ci porteranno dritti verso la campagna elettorale del 2023 e c’è chi già prevede polemiche e promesse da marinaio, mentre gli italiani vorrebbero certezze sull’imposizione fiscale.
    Anche il disegno di legge sulla concorrenza dovrà giungere a completamento dell’iter di approvazione e si profila un dibattito acceso in commissione almeno per tutto l’anno corrente.
    Infine, le azioni per contrastare la pandemia. Dalle dichiarazioni di fine dicembre di Draghi si evince l’avvio di un cambio di paradigma nella lotta contro il virus, con abolizione di molte misure restrittive per dare spazio a una ripresa più rapida. Green Pass e vaccini per abolire mascherine e regioni a colori.
    E’ di queste ore la notizia che si vorrebbe introdurre un Green Pass a tempo indeterminato per coloro che hanno completato la fase vaccinale con il cosiddetto booster, cioè il richiamo effettuato con la terza dose di vaccino. Sempre che non si debba ricorrere a una dose vaccinale ulteriore, ma su questo saranno le autorità mediche a pronunciarsi.
    Anche sul fronte scuola sembra ormai prossima la revisione dei protocolli in un’ottica di maggiore omogeneità per consentire la maggior possibilità di riprendere le lezioni in presenza.
    Le sfide sono molte, il tempo è poco, ma sufficiente per avviare davvero una stagione che dia discontinuità alle sofferenze di questi ultimi due anni. Sarebbe un bel segnale anche per gli elettori.
    Pietro Broccanello

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