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Welfare, ecco il “modello Milano” per potenziare la sanità di prossimità

Welfare, ecco il “modello Milano” per potenziare la sanità di prossimità
Il progetto prevede la realizzazione di Case e Ospedali di comunità a partire dal capoluogo lombardo per poi estendere il modello in altri territori della regione. In programma dalla Regione 700 milioni di euro destinati al progetto. 15 le Case e 9 gli Ospedali su Milano.
Potenziare il sistema sanitario di prossimità a partire da Milano per farne il modello da estendere poi agli altri territori della regione. Ha questo obiettivo il progetto presentato nei giorni scorsi in Regione per la realizzazione di Case e Ospedali di comunità nel capoluogo lombardo, che garantiranno l’attività medica e infermieristica lungo le 24 ore, 7 giorni su 7 nelle strutture hub, e di 6 giorni su 7 per 12 ore in quelle cosiddette spoke.
All’interno di queste strutture verranno collocate tutte le funzioni più prossime al cittadino, tra cui prevenzione e promozione della salute, cure primarie con tutto il necessario per la gestione dei pazienti cronici, un’area di ambulatori specialistici per criticità poco complesse e un’area di servizi integrati con il Comune, che si colloca tra aspetto sanitario e sociale. L’Ospedale di comunità, che ospiterà le medesime funzioni della Casa di comunità, potrà contare in aggiunta tra i 20 e i 40 posti letto a bassa intensità da gestire in raccordo tra i medici di base e ospedali per acuti.
Un piano ambizioso, predisposto da Ats Città Metropolitana, coerentemente con le indicazioni del ministero della Salute, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e del Pnrr, che pone l’accento sul rafforzamento dell’area territoriale, soprattutto alla luce delle criticità emerse durante i mesi più critici dell’emergenza sanitaria. “La Giunta ha approvato questa delibera destinata al potenziamento della sanità di prossimità, così come previsto dalla legge – ha spiegato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana -. Stiamo parlando della realizzazione di Case e di Ospedali di comunità, il cui progetto simbolo, quello della città di Milano, verrà poi replicato negli altri territori lombardi, partendo dalle province che hanno sofferto di più durante la pandemia”.
Programmati dalla Regione già 700 milioni di euro da destinare al potenziamento delle strutture territoriali. Di questi, oltre 140 milioni sono già stati stanziati con delibere di Giunta nei mesi scorsi, nello specifico 100 milioni di euro per Ats Milano, 11,4 milioni per la Val Camonica e 3 milioni per ciascuna delle altre province. “Regione Lombardia è la prima a presentare un provvedimento concreto di attuazione del Pnrr – ha specificato l’assessore al Welfare, Letizia Moratti – che è inserito nella proposta di legge di riforma sanitaria, e che prevede tempi certi di attuazione”.
A questo proposito il cronoprogramma prevede che entro la fine del mese venga realizzata una ricognizione dei siti idonei per realizzare le Case di comunità, le Centrali operative territoriali e gli Ospedali di comunità, fissata entro dicembre 2021 invece l’individuazione precisa dei siti per la loro realizzazione ed entro marzo 2022 la sottoscrizione dell’accordo con il Governo per realizzare le strutture, con un contratto istituzionale di sviluppo.
Il “modello Milano” è stato ideato sulla base di un’analisi socio-demografica che ha preso in esame diversi fattori, tra cui il numero di abitanti, l’età della popolazione, la densità abitativa, le principali patologie – con particolare riferimento a quelle croniche – e i consumi sanitari. Ha inoltre previsto la collocazione delle strutture all’interno della città tenendo come elemento prioritario in ordine alla valutazione, l’aggregazione dei medici di base sul territorio (Centri di riferimento territoriale), che sono 23. Una Casa di comunità indicativamente servirà in media un bacino di 50mila abitanti, mentre un Ospedale di comunità è previsto per ogni Asst, per un totale di 15 Case di comunità e 9 Ospedali per la città di Milano.
“Per ogni municipio abbiamo immaginato dove riposizionare o riqualificare strutture a seconda delle aggregazioni dei medici di base”, ha aggiunto il Dg Ats Milano, Walter Bergmaschi annunciando che, di queste, 7 sono attivabili entro un anno. “Si tratta di un piano di innovazione del territorio, sotto il profilo dell’assistenza sanitaria, senza precedenti – ha concluso -: siamo partiti da ciò che serve ai cittadini. Con questo progetto vorremmo che i milanesi, per primi, conoscessero le Case e gli Ospedali di comunità come nuovi presidi per la loro salute”.
Micol Mulè

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