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martedì, Settembre 27, 2022
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Istat: -945mila occupati dopo un anno di covid

Istat: -945mila occupati dopo un anno di covid
Il bilancio del mondo del lavoro dopo un anno di pandemia da covid
Quasi un milione. L’Istat ha certificato ciò che tutti si aspettavano: dopo un anno di covid,
-945mila occupati. I dati si riferiscono a febbraio 2021 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, quando è scoppiata l’emergenza epidemiologica. Su base annua, dunque, il calo è del 4,1% e tutti sono stati travolti dall’onda lunga del covid: -590mila dipendenti e -355mila autonomi. Crescono dello 0,9% le persone in cerca di lavoro (+21mila unità) ma non abbastanza da compensare l’aumento della massa di inattivi tra i 15 e 64 anni: +717mila unità in un anno (+5,4%).
Nell’ultimo mese invece gli occupati sono rimasti sostanzialmente stabili (+6000 rispetto a gennaio 2021). Se si considera il trend occupazionale negativo che ha caratterizzato l’autunno e l’inizio dell’inverno (settembre 2020-gennaio 2021) e che ha portato alla perdita di oltre 410mila occupati, a febbraio l’occupazione torna dunque a stabilizzarsi mentre il tasso di disoccupazione scende al 10,2% (-0,1 punti) e al 31,6% tra i giovani (-1,2 punti). Una magra consolazione vista l’ecatombe dei mesi precedenti, soprattutto se si considera che l’Italia è terzultima in Europa per quanto riguarda il tasso di disoccupazione: peggio solo la Grecia (15,8%) e la Spagna (16,1%) a fronte di una media europea del 7,5%. In Italia l’occupazione diminuisce soprattutto nella fascia d’età 25-34 anni (-3%) e in quella 14-24 anni (-2,7%). Tra i giovani (15-34 anni) cresce molto il tasso di inattività (+2,9%).
Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “è un disastro, peggio di così l’anno non poteva partire. Nonostante il blocco dei licenziamenti, i dati
sono drammatici. Siamo già vicini al milione di posti in meno”. Da qui la richiesta di prorogare la cassa integrazione covid e il blocco dei licenziamenti oltre il 30 giugno per tutti quanti “altrimenti la situazione già drammatica diventerà tragedia”. Una proposta che si scontra con quanto riferito in Parlamento dal premier Draghi nelle scorse settimane, secondo cui è necessaria una proroga selettiva.
Anche gli indennizzi torneranno a essere più selettivi. Secondo quanto riporta Italia Oggi, col decreto di aprile arriveranno altri 30 miliardi di euro di aiuti ma parallelamente l’esecutivo valuta una moratoria sia sui finanziamenti e i mutui, sia per il blocco degli sfratti.
Simone Fausti

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