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Milano, contro la Dad scendono in piazza anche gli studenti delle accademie milanesi

Milano, contro la Dad scendono in piazza anche gli studenti delle accademie milanesi

Piazza della Scala diventa il teatro all’aperto per una sessione di allenamenti ed esercitazioni degli studenti delle discipline artistiche e coreutiche. Gli organizzatori: “Siamo stati dimenticati come se fossimo l’ultima ruota del carro”.

Ci avete tolto gli spazi, ci prendiamo le piazze. È con questo slogan che gli studenti delle accademie milanesi, insieme ai ballerini del Centro Studi Coreografici del Teatro Carcano, sono scesi in piazza della Scala nel tentativo di riprendersi almeno per un giorno lo spazio vitale per i loro studi, di cui sono privi ormai da un anno a questa parte.

Davanti al teatro simbolo di Milano giovedì c’erano tutti, dagli aspiranti pittori, decoratori e scultori dell’Accademia di Brera, ai musicisti del Conservatorio fino ai ballerini della scuola del Carcano riuniti non in un flash mob, come se ne sono visti molti nel corso di questi mesi, ma in una giornata di allenamento o esercitazione a seconda della propria disciplina. Musica, danza e sculture hanno preso forma sotto il primo sole primaverile nella piazza che da un lato guarda al “tempio” milanese della musica e della danza, ma dall’altra anche a Palazzo Marino, sede del Comune.

L’obiettivo, spiega il network Rete della Conoscenza che ha coordinato il raduno, è di ottenere l’attenzione delle Istituzioni che “non possono rimanere sorde davanti al completo disfacimento della nostra didattica e del nostro futuro”. Gli studenti delle discipline artistiche denunciano lo stato di abbandono di chi lavora e studia nel settore dell’arte e, più in generale, di tutti coloro che sono a vario titolo inseriti nell’ambito della formazione artistica: “Parlavano dell’importanza e dell’essenzialità dell’arte, ma siamo stati messi in disparte e dimenticati come se fossimo l’ultima ruota del carro”.

Costretti in didattica a distanza come i colleghi di altri indirizzi di studio, sono ormai esausti per le fatiche e l’inadeguatezza dello strumento per le loro discipline: “La nostra didattica è stremata e non sufficiente a garantire la formazione che i nostri istituti dovrebbero darci – spiegano – Abbiamo bisogno di attrezzature, pavimentazioni, laboratori e materiali. La Dad non è stata concepita per i nostri studi che così vengono depotenziati e svuotati dal punto di vista didattico”.

Ma quello di giovedì è stato solo il primo della comunità studentesca delle accademie milanesi, che già annunciano il prossimo: “Ci troverete d’ora in poi in ogni luogo di studio e nelle piazze”.

Micol Mulè

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