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Formazienda, l’intervista al direttore Spada: “Più risorse per Pmi e capitale umano”

Le politiche e le risorse della formazione continua al centro della strategia di rilancio per superare la crisi del Covid.

E’ questa la visione del direttore del Fondo interprofessionale Formazienda Rossella Spada: “Le Pmi ed il nord produttivo devono trasferire il proprio punto di vista a chi ha il compito di affiancare Camere e governo nell’attività legislativa in merito alle problematiche del lavoro e dell’impresa. Siamo stati molto chiari nel confronto con il presidente del Cnel Tiziano Treu: per ripartire l’Italia ha bisogno di nuove competenze e di una rinnovata competitività. Uno scenario che richiede il protagonismo delle aziende all’interno delle politiche economiche”.

 

Quale è la funzione dei fondi interprofessionali?

 

“I fondi interprofessionali esprimono una fusione tra il mondo imprenditoriale ed il mondo dei lavoratori. Devono essere considerati come strumenti in grado di offrire una risposta importante per il rilancio delle attività produttive. La progettualità del Fondo Formazienda va in questa direzione. Nasciamo nel 2008 grazie all’accordo tra l’organizzazione datoriale Sistema Impresa ed il sindacato Confsal. Attualmente aderiscono a Formazienda 110 mila imprese per 750mila lavoratori. Dal 2008 ad oggi abbiamo finanziato progetti di formazione finalizzati alla qualificazione e alla riqualificazione delle risorse umane in tutti i settori economici per oltre 140 milioni di euro”.

 

Quale tipologia di formazione?

 

“I percorsi di apprendimento sono funzionali alla crescita dei lavoratori e delle imprese. Siamo convinti che la soluzione per rilanciare il Paese non possa essere ricondotta ad azioni di politiche passive che indubbiamente tamponano una situazione di difficoltà ma non spingono il lavoratore a scoprire una nuova prospettiva e soprattutto una nuova dignità. L’obbiettivo è soddisfare il fabbisogno di conoscenza delle aziende e dei dipendenti. Anche per questo motivo il sistema dei fondi deve essere sorretto dalle istituzioni con azioni coerenti: la trattenuta statale che dal 2015 subiamo è pari a 120 milioni di euro. Un drenaggio che riduce in modo importante le risorse a disposizione. L’Italia è ferma al 7,9% contro la media UE del 10,9%”. Il contesto nazionale indebolisce l’azione dei fondi nel perseguire le trasformazioni del tessuto produttivo”.

 

Formazienda come ha reagito davanti al Covid?

 

“E proprio con riferimento alla pandemia che il Fondo ha cercato di sorreggere le aziende aderenti iniettando 30 milioni di euro per rendere praticabile il cambiamento del mondo del lavoro. Nel corso del 2020 il profilo dei nostri avvisi di finanziamento ha reagito con crescente efficacia davanti al progredire dell’emergenza fino a sviluppare, e siamo stati i primi a farlo, una sinergia con il Fondo Nuove Competenze. Si tratta di uno strumento inedito capace di proporre 730 milioni nel biennio 2020-2021 con lo scopo di coprire il costo della forza lavoro impegnata nelle ore di formazione”.

 

Quali sono stati gli ambiti prevalenti di intervento?

 

“Analizzando i piani formativi che hanno superato l’iter di approvazione relativo all’Avviso 5, l’ultimo del 2020, sono risultate prioritarie le tematiche dell’innovazione e della competitività fornendo un quadro di completa sintonia con il XIX Rapporto ANPAL e soprattutto il XXII Rapporto Cnel sul mercato del lavoro. Abbiamo sostenuto l’innovazione, la produttività e i processi di ricollocazione delle persone; i percorsi di qualificazione coerenti con le raccomandazioni UE; la formazione di soggetti disoccupati o inoccupati; la partecipazione femminile; il sostegno alle imprese del settore sociosanitario e socioassistenziale; il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza attraverso la promozione di specifici MOG e SGSL; la digitalizzazione dei processi aziendali”.

 

Quale strategia avete ideato per affrontare il 2021?

 

“Certamente il 2021 sarà un anno contrassegnato dall’esigenza di recuperare il terreno perduto. Si è verificata una moria di imprese e di posti di lavoro che non può non avere ripercussioni negative sui fondi interprofessionali che pure restano, cito lo studio di Anpal,  gli strumenti che dichiarano una “perfetta coerenza con la composizione del sistema produttivo nazionale” mostrando “la prevalenza assoluta delle micro imprese che costituiscono l’82,2% del totale”. Iniziative virtuose quali il Fondo Nuove Competenze, inoltre, sembrano adattarsi meglio alle esigenze delle grandi aziende. Per ciò che riguarda Formazienda le azioni del 2021 continueranno a supportare la strategia di risposta delle Pmi contro la crisi del Covid”.

 

 

 

 

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