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    Home Economia Istat: la disoccupazione sale ma la manifattura resiste

    Istat: la disoccupazione sale ma la manifattura resiste

    L’Istituto nazionale di statistica ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione di dicembre e e all’indice pmi manifatturiero di gennaio. La situazione rimane contrastata.

     

    Un risultato prevedibile e uno che sorprende. Ieri l’Istat ha pubblicato una serie di dati che dettagliano in maniera più precisa lo stato di salute dell’economia italiana. Il primo è quello relativo al tasso di disoccupazione di dicembre, mese in cui purtroppo la situazione del mondo del lavoro è peggiorata. Gli occupati infatti sono calati di 101mila unità in soli 30 giorni, una flessione dello 0,4% rispetto a novembre e parallelamente sono aumentati i disoccupati e con loro anche gli inattivi.

     

    L’aspetto più sconfortante è che tale dinamica riguarda quasi tutte le categorie: donne, lavoratori dipendenti, autonomi, ogni classe di età esclusa la fascia degli over cinquanta che risulta in crescita. Complessivamente il tasso di disoccupazione è salito al 9% (+0,2%) mentre su base annuale si sono persi 444mila posti di lavoro. I giovani risultano essere tra i più colpiti a dicembre con il tasso di disoccupazione salito al 29,7%. Una situazione definita “una carneficina” dall’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale “nonostante il blocco dei licenziamenti, uno tsunami si è abbattuto sui lavoratori italiani”.

     

    Sul fronte della manifattura italiana invece arrivano buone notizie dal momento che gli ultimi dati Istat rilevano una crescita dell’indice pmi che ha raggiunto i 55,1 punti, contro una previsione di 52,2 punti. Tale valore risulta essere il più alto da 34 mesi a questa parte.

     

    A livello europeo invece è stata registrata una leggere flessione dell’indice pmi manifatturiero che a gennaio è sceso a 54,8 punti contro i 55,2 punti di dicembre e una previsione di 54,7 punti. Nonostante la perdurante pressione sulla produzione manifatturiera, il settore resiste ai continui lockdown. Tuttavia, finché rimane una considerevole dose di incertezza riguardo all’andamento delle vaccinazioni, è difficile fare previsioni specifiche sui tempi di ripresa.

     

     

    Simone Fausti

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