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Milano, sul progetto San Siro si esprimeranno anche i cittadini

Il nuovo Regolamento per la partecipazione introduce l’Istruttoria Pubblica per ogni intervento proposto sulla base di leggi statali sovraordinate al PGT. Fedrighi: “Un risultato importante. D’ora in avanti, queste scorciatoie, a Milano non saranno più possibili”.

 

Tornano a riaccendersi le luci su San Siro in attesa che il Comune si pronunci sul progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dai club sulla realizzazione del nuovo stadio milanese. La proposta inoltrata da Milan e Inter dovrà passare anche per il giudizio popolare dei cittadini del capoluogo.

Lo ha reso noto il consigliere Enrico Fedrighi di Milano Progressista sulla propria pagina Facebook: “Gli interventi di trasformazione urbanistica, in qualunque ambito e dimensione, producono effetti che vanno accuratamente valutati in modo pubblico sulla base di parametri oggettivi – è il preambolo – per questo il PGT prevede procedure che coinvolgono direttamente i Municipi e la cittadinanza. Ultimamente a Milano alcuni soggetti pubblici e privati hanno proposto progetti (via Bassini, progetto Stadio) facendo ricorso a leggi statali (Conferenza Stato/Regione; legge Stadi) che consentono di bypassare, essendo giuridicamente sovraordinate, le norme comunali e le ordinarie procedure di partecipazione della cittadinanza. D’ora in avanti, queste scorciatoie, a Milano, non saranno più possibili”.

L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale lo scorso maggio, con il consenso dell’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran, è stato recepito e ora rientra all’interno del “Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare” elaborato dall’assessore alla Partecipazione Lorenzo Lipparini. In base all’articolo 10 del Regolamento, spiega Fedrighi, ogni intervento proposto secondo leggi statali sovraordinate al PGT dovrà comunque essere assoggettato al procedimento di “Istruttoria Pubblica”.

Un percorso che può essere avviato tramite delibera di Giunta o del Consiglio comunale, o su richiesta di mille cittadini, oppure su istanza di sei dei nove Consigli di Municipio. Una volta indetto, il passaggio successivo vede i cittadini chiamati a confrontarsi sui contributi presentati per definire eventuali modifiche. Al dibattimento segue poi la valutazione delle proposte di variazione del testo del provvedimento – attraverso un sistema di votazione sulla piattaforma online – ed infine il riassunto dell’intero percorso in un documento da sottoporre al vaglio degli uffici del Comune, competenti per materia, al fine di raccogliere i pareri, favorevoli o meno – in tal caso da motivare per iscritto – sull’ammissione delle proposte emerse dal percorso partecipativo.

Forse il pronostico di Paolo Scaroni, presidente del club rossonero, che vedeva già nella tarda primavera del prossimo anno l’apertura del cantiere del nuovo stadio dovrà ridimensionarsi. Al momento la Giunta – che nel frattempo ha chiesto documenti comprovanti l’effettiva titolarità dei club – non si è ancora espressa sull’integrazione dello studio di fattibilità e il nuovo piano economico finanziario del progetto su San Siro che Milan e Inter hanno depositato lo scorso 6 novembre, contenente tutte le modifiche richieste da Palazzo Marino.

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo stadio dai più elevati standard internazionali e la rifunzionalizzazione dell’attuale stadio Meazza, con la creazione di uno Sports and Entertainment District, dalla vocazione prevalentemente sportiva, ricreativa e culturale, come confermato dai due club, con un’area pedonale di 220mila mq circa e verde pubblico raddoppiato da 56mila a 106mila mq. Un progetto che, oltre a migliorare un’importante area urbana della città, ha le potenzialità per generare tra i 3000 e i 3500 nuovi posti di lavoro, rappresentando quindi un’opportunità di rilancio non solo per il calcio italiano, ma per la stessa città di Milano.

Micol Mulè

 

 

 

 

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