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Ristori-bis: sospensioni fiscali anche per le zone arancioni

Le ultime modifiche del testo del decreto ristori-bis ampliano la platea delle attività beneficiarie del meccanismo delle sospensione fiscali.

Le ultime limature del decreto Ristori-bis hanno permesso di inserire anche le Regioni della zona arancione nel gruppo dei beneficiari delle sospensioni fiscali previste per quelle attività che sono state costrette a chiudere. Una misura importante dal momento che, oltre a Puglia e Sicilia, da ieri fanno parte delle Regioni “arancioni” anche Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria. In totale dunque dovrebbero essere sospesi circa 580 milioni di pagamenti.

Per novembre inoltre è prevista la sospensione dei contributi Inps anche per quelle attività che, pur non essendo state costrette alla chiusura totale, hanno subito delle limitazioni come i ristoranti dell’area gialla i quali tuttavia non beneficiano del blocco di Iva e ritenute. Il testo finale del decreto, che oggi approda in Senato, ha inserito nuove attività del settore agricoltura e pesca oltre al mondo dei trasporti nei beneficiari del pacchetto di contributi a fondo perduto che ha raggiunto la quota di 1,071 miliardi di euro ed è rivolto a circa 130 categorie.

Nel frattempo qualche giorno fa il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha fatto sapere che sono partiti i primi mandati di pagamento previsti dal decreto Ristori: 964,8 milioni di euro accreditati in automatico a 211.488 imprese, quelle che secondo il governo risultano maggiormente colpite dalle misure di contenimento della seconda ondata dell’epidemia di covid19. Ruffini ha affermato che l’erogazione dei contributi è avvenuta in soli nove giorni dall’emanazione del decreto grazie alla procedura informatica gestita da Sogei, “e senza richiedere alcun adempimento ai contribuenti coinvolti che vedranno accreditarsi le somme maggiorate direttamente sul conto corrente indicato nella domanda relativa al primo contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio”.

La quota maggiore dei contributi erogati dall’Agenzia delle Entrate è stata destinata al comparto bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti: un totale di 154mila attività che hanno ricevuto 726 milioni di euro. Seguono le realtà che offrono servizio di alloggio: circa 25mila imprese che hanno ricevuto oltre 106 milioni di euro mentre sull’ultimo gradino del podio ci sono circa 9mila soggetti operanti nelle attività sportive, di intrattenimento e di trasporto. Da un punto di vista territoriale, 32mila beneficiari hanno sede in Lombardia, oltre 20mila nel Lazio e 17mila in quattro regioni: Veneto, Campania Toscana ed Emilia Romagna. Circa 13mila in Sicilia e Puglia e oltre 5mila in Calabria e Marche.

Simone Fausti

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