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martedì, 1 Dicembre, 2020
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Cassa integrazione: 5-7 miliardi per resistere fino al 31 gennaio

Il governo sta lavorando ad un prolungamento di altre 10 settimane per la cassa integrazione covid a cui dovrebbero aggiungersi 8 settimane con la manovra 2021.

Nuovo decreto, nuove chiusure, nuovo prolungamento della cassa integrazione covid. Nel DL cui stanno lavorando i tecnici dovrebbero essere compresi dei fondi per la proroga della cassa integrazione emergenziale e per gli indennizzi a fondo perduto. Si parla di una cifra compresa tra i 5 e i 7 miliardi di euro. In questo modo si cerca di venire incontro a quelle aziende che hanno cominciato a beneficiare delle 18 settimane di cassa previste dal decreto agosto e che, oltre a veder terminare tale supporto entro la fine di novembre, ora devono subire le conseguenze dell’irrigidimento delle nuove misure anti-covid.

Da qui l’intenzione del governo di finanziare altre dieci settimane di cig (permettendo così di arrivare fino a fine gennaio) alle quali probabilmente si aggiungeranno altre 8 settimane con la manovra del 2021, per un nuovo totale di 18 settimane. Sul tavolo anche l’ipotesi di consentire un uso alternato e non consecutivo della cassa, a seconda dei momenti di difficoltà dell’azienda. Tale misura sarà rivolta ai settori e alle aziende maggiormente in difficoltà, a partire dal turismo, dal commercio e dalla realtà alberghiera.

Intervistato dal Tg1, il ministro Roberto Gualtieri ha affermato che l’esecutivo sta lavorando affinché 350mila esercizi commerciali che subiranno pesanti conseguenze dalle nuove misure restrittive, beneficino di nuovi ristori entro la metà di novembre. Supporti che però non saranno uguali per tutti. Come riportato dal viceministro all’economia, Antonio Misiani, in un’intervista radiofonica, “ci sarà una differenziazione per chi terrà aperto fino alle ore 18 e chi dovrà chiudere la propria attività h24”. Misiani ha anche sottolineato che con il nuovo decreto ci sarà un contributo a fondo perduto “dato in automatico senza bisogno di domande, a tutte le imprese che lo hanno già avuto in passato”. Il viceministro ha anche annunciato la volontà del governo di ampliare la platea delle imprese interessate “superando il limite dei 5 milioni di fatturato. Stiamo pensando a contributi più generosi rispetto a quelli dati nei mesi scorsi per le attività appartenenti ai settori completamente bloccati”.

Per quanto riguarda le partite Iva invece, per quelle con un volume di affari fino a 5 milioni di euro si sta valutando la possibilità di un supporto statale tramite un nuovo fondo perduto. Più spinosa la questione del blocco dei licenziamenti: si ipotizza un prolungamento del blocco fino al 31 gennaio anche se i sindacati fanno pressione sul governo per spostare la deadline più avanti. Una misura che mette in difficoltà diversi imprenditori i quali lamentano l’impossibilità di avviare nuove assunzioni e di realizzare cambiamenti per ridare slancio al proprio business.

Rimane purtroppo l’impressione di fondo che tutto sia risolvibile tramite un aiuto da parte dello Stato, mentre ci sono problemi che necessitano di ben altri strumenti rispetto ai sussidi centrali. La questione tuttavia non risiede solo nel contenuto ma anche nella forma, come sottolineato daI presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: “Il governo deve ascoltare di più le parti sociali, nessuno è stato coinvolto o ha potuto contribuire agli ultimi DPCM. Va cambiato il metodo, serve confronto. È un momento difficile e possiamo uscirne solo insieme”.

Simone Fausti

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