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Milano: continua il braccio di ferro tra Stefanel e Comune per lo spazio in Galleria

Milano: continua il braccio di ferro tra Stefanel e Comune per lo spazio in Galleria

Il brand veneto non si arrende e impugna l’assegnazione dello spazio di Milano a Damiani S.p.a.. Il Consiglio di Stato però frena.

Stefanel non molla e prosegue nella battaglia legale per mantenere saldo il suo posto all’interno della prestigiosa Galleria Vittorio Emanuele. Una storia senza fine, iniziata nel 2018 quando il noto brand d’abbigliamento di origini venete, aveva presentato un primo ricorso al Tar contro la scelta del Comune di non rinnovare il contratto d’affitto, grazie al quale, dal 2007, aveva garantito l’affaccio con tre vetrine sul salotto milanese per eccellenza.

In quell’occasione, il Tribunale amministrativo aveva accolto le ragioni di Palazzo Marino, esprimendosi favorevolmente rispetto alla procedura di gara pubblica per la concessione degli spazi in Galleria in mancanza del requisito di “bottega storica”, come appunto nel caso di Stefanel. L’Ente, nel frattempo, aveva stabilito di suddividere in due lotti distinti lo spazio di 568 metri quadrati occupato dal brand veneto, avviando un bando di gara per lo spazio da 95 metri quadrati e per quello più ampio da 473 mq. Stefanel anche in quell’occasione non ha mostrato cenni di cedimento ed ha impugnato le linee guida sul bando del Comune, procedimento però bloccato dal Tar in quanto subentrata l’amministrazione straordinaria per la società veneta.

Nelle more, il primo bando di gara per il lotto da 95 metri quadrati a Milano è andato a buon fine, con il brand francese Longchamp che si è aggiudicato lo spazio grazie all’offerta da 760mila euro di canone annuo su una base d’asta di 1.850 euro al metro quadro, ergo oltre 175mila euro. Iter un po’ più complicato, invece, per il secondo lotto da 473mq – con possibilità di estensione anche ai piani superiori di 363mq – per il quale la gara svoltasi nel luglio 2019 è andata deserta.

Il Comune, nel febbraio di quest’anno, ha così deciso di applicare la procedura della trattativa diretta – come previsto in questi casi – e affidare lo spazio alla Damiani S.p.a. concessionaria del marchio Rolex, che nel novembre del 2019 aveva presentato una manifestazione d’interesse giudicata di pregio e in linea con il bando, da parte della commissione appositamente nominata dall’Ente. La nuova concessionaria pagherà al Comune 875mila euro annui, pari alla base d’asta stabilita dal bando e si è impegnata a curare i colloqui per un’eventuale assunzione dei dipendenti del dismesso negozio Stefanel.

Che però non ha arretrato di un millimetro nemmeno questa volta, ed ha impugnato la determina dirigenziale di affidamento diretto avanzando nel frattempo la richiesta di sospensiva cautelare, bocciata però dal Consiglio di Stato in attesa del pronunciamento nella sede di merito previsto al Tar il prossimo 21 ottobre.

Micol Mulè

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