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giovedì, 22 Ottobre, 2020
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Telecom Italia, la peggiore a Piazza Affari

Borse europee in caduta. Il dollaro torna a salire. Giappone conferma politica monetaria accomodante.

 

In un clima di avversione al rischio, con il dollaro che ha ripreso a salire e la sterlina a diminuire, le Borse europee sono in discesa. Piazza Affari, anche a causa del forte calo di Telecom Italia e di Enel, ha chiuso le contrattazioni a -1,12%.

 

Anche Wall Street ha chiuso in negativo. Addirittura il Nasdaq ha perso più di due punti percentuali. Il numero uno della Fed Powell ha parlato di una strada ancora lunga verso la massima occupazione e di “un outlook altamente incerto” per l’economia statunitense.

Sebbene le richieste dei sussidi di disoccupazione siano calate a 860.000, il numero resta comunque elevato. Anche i numeri sull’immobiliare risultano deludenti: in calo i nuovi cantieri edili avviati (-5,1%) e le richieste per i permessi per costruire (-0,9%), un segnale negativo per il futuro.

 

In Italia i cali maggiori sono principalmente relativi al comparto bancario, alle materie prime e ai tech.

La peggiore in assoluto su Piazza Affari è Telecom che dopo il calo repentino di 7 punti ha chiuso con un ribasso del 3%. Peraltro l’agenzia Bloomerang scrive che l’Antitrust europeo potrebbe fermamente opporsi alla creazione di una società unica per la rete a banda larga.

Tuttavia il Ministro dell’Economia Gualtieri ha rassicurato di aver contatti regolari con Margrethe Vestager e funzionari dell’Antitrust Ue, e che non c’è in previsione alcun veto sul piano della società unica, ma piuttosto un obiettivo condiviso “di dotare l’Italia di moderne infrastrutture digitali”.

Lo spread tra BTp e Bund rimane stabile al di sotto di 150 punti base.

 

La Banca del Giappone sta mantenendo una politica monetaria ultra-accomodante, al fine di stabilizzare i mercati e consentire alle società giapponesi di contrarre prestiti a tassi estremamente bassi. Inoltre si è deciso di mantenere il tasso di interesse negativo dello 0,1% sui depositi bancari e l’acquisto illimitato di titoli di stato giapponesi, garantendo così che i loro rendimenti decennali rimangano intorno allo 0%.

 

Nel mercato petrolifero, considerando il dollaro in rialzo rispetto all’euro, i prezzi tornano il calo.

Si attende una discussione sui tagli alla produzione e i conseguenti timori per una flessione della domanda.

 

 

Andrea Curcio

 

 

 

 

 

 

 

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