11.5 C
Milano
martedì, Gennaio 19, 2021
Home Politica Pensioni si esplora il dopo Quota 100

Pensioni si esplora il dopo Quota 100

Pensioni si esplora il dopo Quota 100

 

L’incontro tra sindacati e governo per capire come riformare il sistema delle pensioni.

All’inizio del 2022 finirà il periodo triennale di sperimentazione di Quota 100 e il governo dovrà decidere il da farsi, motivo per cui oggi martedì 8 settembre il tema pensioni è uno degli argomenti principali dell’incontro tra governo e sindacati.

L’obiettivo di Palazzo Chigi è quello di prorogare e se possibile ampliare l’Ape sociale e l’Opzione Donna oltre a definire tutte le misure necessarie da inserire nella legge di bilancio.

Il tema è delicato perché ci sono diverse criticità. Da un lato la necessità di riformare un sistema senza sconquassare le finanze. Dall’altro lato c’è la spinosa questione dell’adeguamento automatico delle pensioni anticipate alle aspettative di vita. Adeguamento che è stato bloccato fino al 2026.

Una delle opzioni sul tavolo è quella di implementare un meccanismo di flessibilità in uscita che però ha un certo prezzo. L’idea è di rendere possibile andare in pensione a 62, 63 anni oppure dopo 38 anni di contributi ma con una riduzione della quota spettante. Ciò comporterebbe infatti l’aggancio a sistema contributivo puro e dunque una contrazione del trattamento pensionistico che oscillerebbe tra i 2,8 e i 3 punti percentuali per ogni anno di anticipo sulla soglia della vecchiaia che ad ora è fissata a 67 anni. All’inizio del 2022 finirà il periodo triennale di sperimentazione di Quota 100 e il governo dovrà decidere il da farsi, motivo per cui oggi martedì 8 settembre il tema pensioni è uno degli argomenti principali dell’incontro tra governo e sindacati.

L’obiettivo di Palazzo Chigi è quello di prorogare e se possibile ampliare l’Ape sociale e l’Opzione Donna oltre a definire tutte le misure necessarie da inserire nella legge di bilancio.

Il tema è delicato perché ci sono diverse criticità. Da un lato la necessità di riformare un sistema senza sconquassare le finanze. Dall’altro lato c’è la spinosa questione dell’adeguamento automatico delle pensioni anticipate alle aspettative di vita. Adeguamento che è stato bloccato fino al 2026.

Una delle opzioni sul tavolo è quella di implementare un meccanismo di flessibilità in uscita che però ha un certo prezzo. L’idea è di rendere possibile andare in pensione a 62, 63 anni oppure dopo 38 anni di contributi ma con una riduzione della quota spettante. Ciò comporterebbe infatti l’aggancio a sistema contributivo puro e dunque una contrazione del trattamento pensionistico che oscillerebbe tra i 2,8 e i 3 punti percentuali per ogni anno di anticipo sulla soglia della vecchiaia che ad ora è fissata a 67 anni.

 

 

Simone Fausti

Most Popular

Turismo: Piemonte secondo nel marchio di qualità turistico-ambientale del Touring

Una delle domande più ricorrenti di questa pandemia è: quando potremo tornare a viaggiare? È una domanda ancora senza risposta, ma nel frattempo il Piemonte...

Lavoro: il governo vaglia nuove misure di supporto

Cassa covid, contributi 2021, contratto di solidarietà difensiva. L’esecutivo al lavoro per rinnovare le misure di supporto al mondo del lavoro.   In diverse zone d’Italia...

Lombardia zona rossa, oggi il ricorso al Tar

Rt datato ed altri parametri sottovalutati. Fontana: “Puntiamo a sederci al tavolo tecnico per la loro modifica”. Confcommercio: “Cambio di passo nella politica dei...

Aeroporto Torino: miglior scalo d’Europa e sempre più green

Dopo aver ricevuto il premio di Aci Europe - associazione che riunisce oltre 500 scali di 46 Paesi - come miglior scalo d'Europa nella...

Recent Comments