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    L’Europa pianifica una risposta comune ad un’eventuale seconda ondata

     

    L’Europa si organizza per scongiurare un’eventuale seconda ondata del virus pandemico che provocherebbe conseguenze ulteriormente disastrose sull’intera economia.

    Ogni stato membro si sta dotando di misure di protezione ai fini del contenimento dei contagi.

    Tra queste ci sono indubbiamente la tutela delle fasce più a rischio (anziani, affetti da patologie), la pronta individuazione ed isolamento di eventuali focolai, il rafforzamento dei sistemi sanitari e una forte raccomandazione a fare il vaccino per l’influenza stagionale che, sommata al coronavirus, potrebbe mettere in crisi di nuovo la sanità pubblica. Per questo l’Ue spingerà affinché “venga anticipato l’inizio delle campagne di vaccinazione”.

     

    Angela Merkel, al termine del bilaterale con Conte ha raccomandato: “Dobbiamo assolutamente evitare una seconda ondata di Covid”.

    Secondo la Commissione UE “il virus circola ancora, ci sono focolai regionali nel nostro continente e un numero crescente di casi giornalieri a livello globale: la pandemia finirà solo quando sarà sotto controllo in tutto il pianeta”.

    Bruxelles raccomanda di rimanere altamente vigili e di sfruttare questo periodo di calma per rinforzare piani di risposta coordinata contro nuovi focolai.

     

    L’intento sarebbe quello di rispondere collettivamente, al contrario di quanto è avvenuto a marzo. Servirà infatti un massiccio scambio di informazioni anche alla luce dell’eventuale isolamento di alcune aree.

    Le principali strategie auspicate dall’Europa sono: l’aumento poderoso della capacità di fare test sulla popolazione, tenere sotto controllo i contagiati mediante le app e dotarsi di scorte di medicinali e protezioni personali, oltre l’aumento delle unità di terapia intensiva.

    Tenuto conto di questo, è plausibile che l’obbligo della mascherina rimarrà ancora a lungo.

     

    La Commissione evidenzia anche l’importanza della libertà di circolazione e non si augura che i governi chiudano nuovamente i confini nazionali o adottino misure di restrizione poco funzionali.

    Ogni stop alla circolazione di persone e merci dovrà essere coordinato, strettamente necessario e temporaneo.

     

    Andrea Curcio

     

     

     

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