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mercoledì, 30 Settembre, 2020
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Formarsi per ripartire: intervista a Fabio Papa

Fabio Papa è docente di Economia e Management presso l’Università Statale di San Pietroburgo in Russia e di Start-Up Design presso l’Università di Ostrava nella Repubblica Ceca.

Papa è inoltre Coordinatore scientifico del Master “PMI: Gestione e Strategia di Impresa” presso 24Ore Business School e Direttore dell’I-AER di Busto Arsizio (Va), dove guida un team di 13 ricercatori. Con lui abbiamo parlato del valore della formazione in tempi di crisi.

Di cosa si occupa I-AER?

I-AER, acronimo di Institute of Applied Economic Research, è un centro di ricerca privato che lavora anche con il Circolo delle Imprese e assiste le PMI nel rilancio economico finanziario, soprattutto nei momenti di crisi. È un centro di ricerca applicata la cui mission è trasferire alle piccole e medie imprese italiane la conoscenza tecnico-scientifica in ambito economico, contribuendo ad innalzare la sostenibilità del tessuto industriale nazionale. Grazie alla ricerca economica universitaria, abbiamo studiato dei paradigmi d’intervento – negli ambiti di Strategia d’Impresa, Organizzazione Aziendale e Controllo Economico- Finanziario – e li trasferiamo agli imprenditori, aiutandoli affinché la parte scientifica che si studia in Università possa essere applicata al mondo del business. Diamo una mano a circa 120 piccole e medie imprese all’anno a poter uscire da situazioni di crisi oppure a costruire al meglio il passaggio generazionale.

In questa fase di lockdown com’è cambiato il suo modo di fare formazione?

Il modo di fare formazione è cambiato trasferendo l’attività sulle piattaforme digitali, dalla mattina alla sera non sto più fisicamente in un’aula ma all’interno del mio studio e faccio lezione utilizzando Zoom. Tutti i master sono diventati da offline a online, tutte le sessioni di laurea, piuttosto che seguire le tesi, sono diventati digitali in poche settimane. Per quanto riguarda la formazione alle imprese, da quando c’è stata la crisi è aumentata ancor di più la domanda. Le persone in questo momento, soprattutto gli imprenditori hanno voglia di formarsi, quindi sono nati prodotti nuovi, molto più smart, brevi ed intensi, che permettono agli imprenditori di formarsi velocemente su temi economici.

Quindi dei prodotti tailor made sulla base delle esigenze emergenti?

Esatto. È nata la formazione tailor made, questo è il primo trend. Il secondo trend è la formazione di gruppo, gruppi piccoli che interagiscono tra loro online sulla piattaforma Zoom, una sorta di workshop digitale, per confrontarsi su temi specifici.

La domanda di formazione da parte degli imprenditori è aumentata. Cosa chiedono oggi in particolare?

Le richieste si articolano prevalentemente in tre tipologie: innanzitutto vogliono sapere quanti soldi devono eventualmente chiedere alle banche e come fare a sopravvivere in questo periodo, secondariamente vogliono rivedere il budget, rivedere i conti per capire come devono riadattare tutta la prospettiva e il terzo filone riguarda le strategie di rilancio e di digitalizzazione delle vendite. Ce lo chiedono in maniera massiva. Oltre a questo, l’altra cosa interessante è che chiedono corsi di formazione su argomenti molto specifici. Per esempio ci hanno chiesto un corso su come si fa il prezzo e come lo si riformula in tempi di crisi.

Quindi le imprese si stanno già riadattando per affrontare la fase 2?

Sì, sono velocissime. Gli imprenditori si stanno già mettendo in moto per studiare la ripartenza, per studiare come gestire meglio il contraccolpo e, più in generale, per riorganizzare tutta l’azienda. Non sono assolutamente ferme, anzi, sono in super movimento.

Qual è il valore della formazione per affrontare la ripartenza?

Il valore della formazione per la ripartenza è molto semplice, serve a far capire velocemente alle persone che cosa è cambiato nel mondo e quali sono le soluzioni da adottare subito per ripartire. Quindi il suo valore è velocizzare la ripresa.

Dal 4 maggio come cambierà la sua attività di formatore?

La mia attività a livello di docente universitario non cambierà, l’Università continuerà assieme alla business school del Sole24Ore ad erogare tutto online, non rientreremo almeno fino a settembre. Mentre per quanto riguarda le aziende, abbiamo deciso che per ora continueremo a supportarle online perché abbiamo visto che è molto più produttivo per loro, è molto più veloce e molto più flessibile. Prima potevamo stare 8 ore in azienda e dialogare con l’imprenditore, oggi i tempi sono più brevi e quindi bisogna essere più snelli anche nell’assistenza. Quindi noi continueremo sul digitale.

Micol Mulè

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