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mercoledì, 23 Settembre, 2020
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La Spagna si ferma. Tutti a casa per il covid-19

Come in Italia da una decina di giorni, anche le autorità spagnole invitano i cittadini a rimanere a casa, mentre chiude la maggior parte della attività.

La Spagna si ferma. Il paese guidato da Pedro Sanchez ha cominciato ad adottare forti misure restrittive a causa della diffusione del coronavirus che ne ha fatto la seconda nazione più colpita in Europa dopo l’Italia. Il governo spagnolo ha emanato un decreto in cui è stato proclamato lo stato di emergenza in seguito all’impennata di contagiati che in un solo giorno ha riguardato più di 1500 nuovi soggetti, portando il numero totale a 6000 infetti nel weekend scorso.

Le misure adottate ricalcano quelle già attive in Italia: la regola generale è quella di restare a casa e uscire unicamente per acquistare alimenti, farmaci e beni di prima necessità. Altre motivazioni che giustificano gli spostamenti sono la necessità di andare al lavoro e l’assistenza degli anziani e dei più vulnerabili. Tutte le attività commerciali, escluse quelle che si occupano di necessità di base, sono chiuse. Sarà dunque possibile andare dal medico e fare la spesa e fare benzina. Tuttavia le autorità si riservano il diritto di chiudere dei tratti stradali o autostradali in caso di necessità. Sul versante dei trasporti pubblici, ci saranno tagli alle corse del 50%, una misura che potrà variare a seconda dell’evolvere della situazione. Le misure sono in vigore per 15 giorni e potranno essere prorogate.

Come è accaduto in Italia, anche il decreto spagnolo sostanzialmente allarga a tutta la nazione alcune restrizioni già in atto nelle prime zone colpite come la chiusura dei bar, delle università e delle scuole. Ci sono forti preoccupazioni sulla capacità di accoglienza degli ospedali, motivo per cui il decreto permette al governo di sequestrare qualsiasi struttura e adibirla a scopi sanitari come gli spazi e alcune unità degli ospedali privati.

Le zone più colpite sono quelle più densamente abitate come Madrid e la Catalogna. Positiva al covid-19 anche la moglie del premier Sanchez, Begona Gomez. Positivo anche l’ex segretario della Nato, Javier Solana e alcuni membri dello staff tecnico dell’ Alaves, squadra che milita nella Liga, il campionato di calcio spagnolo. Chiude anche Zara, colosso dell’abbigliamento mondiale, che ha una catena di punti vendita in tutto il paese.

«È l’ora della responsabilità e della disciplina sociale – ha affermato Sanchez in un discorso alla nazione – È necessario proteggere le persone, proteggendo noi stessi». Gli esperti parlano della possibilità che il numero dei contagiati salga a quota 10mila persone già nei prossimi giorni, motivo per cui la Conferenza episcopale spagnola ha suggerito ai fedeli di seguire la messa alla televisione e alla radio, mentre la città di Siviglia, in coordinamento con le autorità religiose locali, ha deciso di sospendere le processioni della Settimana Santa che dovevano tenersi tra il 5 e il 12 aprile.

Simone Fausti

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