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lunedì, 21 Settembre, 2020
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Coronavirus: il nuovo decreto sospende tutto lo sport, Serie A compresa

Gli scenari possibili in caso di sospensione definitiva del campionato di Serie A. Un solo precedente con l’avvento della Grande Guerra.

Come già anticipato dalla decisione del Coni, anche per il campionato di serie A – così come per tutte le attività sportive ad ogni livello – è arrivato lo stop ufficiale dal premier Conte nella conferenza stampa in cui ha annunciato l’estensione delle misure restrittive dell’ultimo decreto a livello nazionale. Per i tifosi non resta che prenderne atto, ma si tratta di una scelta evidentemente obbligata dalle circostanze, con un solo precedente che risale all’annata 1914/15 con l’avvento della prima guerra mondiale, in cui il campionato fu interrotto definitivamente e lo scudetto assegnato al Genoa.

Il grande cruccio dei tifosi ora riguarda le sorti del torneo più seguito d’Italia: cosa succede adesso? Tenendo ferma la sospensione al 3 aprile, di fatto vengono rinviati soltanto due turni, visto che l’ultimo weekend di marzo era già bloccato in calendario dalla pausa per le amichevoli della Nazionale. Se invece si trattasse di uno stop definitivo per cause di forza maggiore, sarebbe necessario un provvedimento ad hoc perché la fattispecie non è normata né all’interno del regolamento della Figc e nemmeno in quello della Lega Serie A.

L’ipotesi più accreditata, già circolata nelle ore precedenti la decisione ufficiale di Conte negli ambienti della Federcalcio, farebbe propendere per una richiesta all’Uefa di slittamento del campionato Europeo al 2021 – considerando anche lo scenario epidemiologico in evoluzione nel resto d’Europa – in modo tale da consentire la conclusione del campionato di Serie A tra giugno e luglio.

Se così non fosse, rimarrebbero aperte numerose questioni, in primis l’assegnazione dello scudetto. Spetterebbe alla Figc stabilire se assegnare o meno il titolo alla squadra che ha ottenuto il punteggio maggiore a parità di partite giocate, che in questo caso andrebbe alla Juventus. Stesso discorso per la retrocessione e la serie B, dove però – ad eccezione della capolista che è già matematicamente promossa – l’assegnazione della terza promozione sarebbe molto più complicata, non potendo essere disputati i play off come da regolamento. In capo alla Figc anche l’individuazione di una classifica da trasmettere all’Uefa per consentire ai club di partecipare alla prossima stagione di Champions ed Europa League.

Su quest’ultimo punto, per le partite attualmente in calendario, non è previsto nessuno stop. Gli incontri internazionali di qualsiasi tipo di sport potranno infatti essere disputati purché a porte chiuse. La decisone spetterà direttamente ai Governi interessati, con la possibilità di richiedere un campo neutro. Confermata la partita di Champions Barcellona-Napoli del 18 marzo, rigorosamente senza tifosi.

In ballo ovviamente anche le questioni economiche, tra sponsor e diritti tv, principali imputate del temporeggiare della Lega Serie A nella decisione dello stop al campionato. Se mediamente nell’arco di 6 mesi la Serie A incassa un miliardo di euro, oltre ai 200 milioni di euro dagli ingressi degli stadi, una sospensione definitiva del torneo avrebbe ripercussioni non indifferenti. Con il decreto del Governo, invece, la questione dei rimborsi per Dazn e Sky è parzialmente risolta, non potendo essere ritenute in alcun modo responsabili della sospensione.

In attesa di una decisione definitiva, ipotizzata il 23 marzo con la prossima riunione del Consiglio Federale, le squadre potranno allenarsi a porte chiuse, anche se già 5 club di serie A – Bologna, Brescia, Cagliari, Fiorentina e Milan – hanno già comunicato la sospensione delle sedute d’allenamento.

Micol Mulè

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