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mercoledì, 30 Settembre, 2020
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Avere 20 anni e sognare le start up: la storia di Beatrice Del Col Balletto

Beatrice è tornata l’altro giorno da San Francisco. Come un angelo, aveva portato con sé cinque start up a conoscere il Paradiso delle nuove società. Nonostante la stanchezza ha deciso di raccontarsi e di raccontare al circolo le sue esperienze nel mondo delle imprese innovative.

Ci racconti qualcosa di te?

Sono Beatrice Del Col Balletto, ho 20 anni e attualmente sono una studentessa.Dopo aver trascorso un periodo del liceo a Berlino ed aver conseguito il diploma del liceo linguistico, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di scienze politiche e delle relazioni internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Circa un anno e mezzo fa sono entrata quasi per caso a contatto con il mondo dell’innovazione e delle startup e, approfittando della grande opportunità che Startup Grind offre a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco, mi sono avvicinata ed appassionata sempre di più a questo ambiente.

Ho iniziato a lavorare come social media manager per il chapter di Startup Grind Pisa & Lucca e, dopo qualche mese, ho deciso di portare la community di Startup Grind anche nella mia università diventando così direttrice del chapter di SG Unicatt.

2. Cos’è Startup Grind?

Startup Grind è la più grande community indipendente di startup che educa, ispira e connette oltre 2 milioni di imprenditori nel mondo. Avvalendosi della partnership con Google for Startups, Startup Grind ‘coltiva’ l’ecosistema delle startup attraverso eventi periodici, generalmente mensili, con innovatori, educatori e investitori che condividono esperienze e insegnamenti.

Il format prevede un’intervista, chiamata fireside-chat, tra il chapter director e l’imprenditore, l’innovatore o lo startupper invitato, seguita, o preceduta, da un momento di interazione con il pubblico e infine dall’eventuale networking con buffet.

Alla base della nostra community ci sono tre valori:

– dare prima di ricevere

– aiutare gli altri prima di pensare a se stessi

– farsi amici e non contatti

Al momento SG (Startup Grind) conta oltre 700 chapter, modo in cui vengono chiamate le diverse community, in circa 125 Paesi.

In Italia sono quasi 30 quelli attivi, legati alle città – tra cui Milano, Torino, Napoli, Roma e il neonato chapter dell’Università Cattolica uno dei pochi chapter universitari insieme alle università Bocconi di Milano, Federico II di Napoli e all’Università di Salerno.

3. Ci racconti la tua esperienza a San Francisco?

Sono tornata da poco da San Francisco, città in cui ho trascorso 10 giorni in occasione della Global Conference di Startup Grind.

La Global è l’evento più importante dell’anno per startup, leader tecnologici e grandi marchi dell’innovazione. Oltre 10.000 persone da tutto il mondo convergono nella Silicon Valley per 2 giorni di istruzione continua, ispirazione e costruzione di reti preziose in oltre 10 stage e circa 100 sessioni tra workshops ed eventi sociali. Lì le startup hanno la possibilità di esporre, fare networking, pitch onstage e incontrare gli investitori.

Questa conferenza è anche un’ottima occasione per sviluppare dei legami solidi con i direttori di tutti i chapter SG del mondo, con cui poi si collabora nei vari progetti.

4. Cosa avete in programma in futuro?

Il principale progetto che stiamo portando avanti è quello di Startup Grind Italy che nasce per riunire la comunicazione dei chapter di SG sotto un unico canale nazionale. Uno dei nostri compiti è quello di cercare di connettere startup italiane con la realtà internazionale. Questo è possibile grazie alle conferenze, organizzate da Startup Grind, come la Global che si tiene ogni anno a febbraio a San Francisco o la Europe Conference che si tiene a settembre a Londra, due ottime opportunità per potersi presentare ai più grandi investitori a livello mondiale.

Il nostro obiettivo di attuare una strategia di comunicazione unificata è quello di posizionare e rafforzare il brand Startup Grind sull’intero territorio nazionale, supportando, allo stesso tempo, i chapter più piccoli.

Prendendo in considerazione l’italia, dopo diversi anni dall’apertura del primo chapter made in Italy, abbiamo notato come in alcune città, dove l’economia è meno focalizzata sull’innovazione, sia molto più difficile attrarre speaker di qualità; di conseguenza, risulta difficile vendere biglietti per gli eventi e, soprattutto, attirare l’attenzione di potenziali sponsor. 

Unificando la comunicazione per tutti i chapter Startup Grind del Paese, diamo la possibilità a quelli più piccoli di aumentare le presenze agli eventi: gli eventi, infatti, vengono pubblicizzati sui canali nazionali della community, ottenendo maggiore visibilità. Questo genera l’attenzione da parte di speaker di valore.

Per fare questo, siamo alla continua ricerca di sponsor e partner che abbiano voglia di supportare il progetto.

5. Piani a lungo a termine?

Appena presa la laurea qui in Italia, uno dei miei obiettivi è quello di proseguire i miei studi prendendo un master in un college americano.

Sicuramente poi l’idea è quella di continuare a lavorare in questo ambiente, cercando di espandere la community che sto costruendo sia a livello universitario che a livello nazionale insieme a tutto il team di Startup Grind Italy. Quello su cui vorrei focalizzarmi è il creare una community solida che permetta ai ragazzi di entrare in contatto con il mondo delle startup e dell’innovazione, cercando di creare una rete con gli altri chapter internazionali. 

Un altro dei miei sogni sarebbe quello di mettere in pratica quello che sto studiando e quindi magari un giorno intraprendere una carriera diplomatica.

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