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domenica 3 Maggio, 2026
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Occupazione under 30, Italia in ritardo: il governo punta sul bonus giovani

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Mentre il governo si prepara a varare il cosiddetto “decreto Primo Maggio”, che dovrebbe includere una nuova versione del bonus giovani, i dati sull’imprenditoria under 30 restituiscono un quadro articolato. In Italia i lavoratori autonomi tra i 20 e i 29 anni sono circa 420mila, pari all’8% del totale della categoria, una quota sostanzialmente in linea con la media europea ma che non basta a colmare le difficoltà strutturali che i più giovani incontrano nell’ingresso e nella permanenza nel mercato del lavoro.
Secondo le più recenti rilevazioni Eurostat, nel 2025 nell’Unione europea si contavano 2,06 milioni di imprenditori tra i 20 e i 29 anni. In questo contesto l’Italia si colloca a metà classifica, al quindicesimo posto, con un’incidenza del 7,9%, distante dai livelli più alti registrati in Slovacchia (12,2%) e superiore a quelli più bassi come l’Irlanda (5,1%). Il confronto europeo evidenzia dunque una posizione intermedia, che riflette una certa vivacità ma anche limiti strutturali.
Il quadro appare più critico se si osserva il tasso di occupazione giovanile. Sempre a livello europeo, tra i 20 e i 29 anni si registra un tasso medio del 65,6%, in crescita rispetto al 2015. L’Italia, tuttavia, si ferma al 47,6%, risultando penultima in Europa e davanti soltanto alla Bosnia. Un dato che segnala un ritardo significativo rispetto ai Paesi più performanti, come i Paesi Bassi e Malta, dove i livelli occupazionali giovanili superano ampiamente l’80%.
Le difficoltà emergono anche dalle statistiche Istat, che nel corso degli ultimi vent’anni mostrano un calo marcato degli occupati tra i 15 e i 34 anni, passati da 7,3 a 5,2 milioni. Nello stesso periodo, la componente degli over 50 è più che raddoppiata, riflettendo un progressivo invecchiamento della forza lavoro e una riduzione delle opportunità per i più giovani. A fronte di un lieve incremento complessivo dell’occupazione nell’ultimo anno, l’Italia resta comunque il Paese con il tasso più basso in Europa, distante oltre otto punti dalla media.
Non mancano, tuttavia, esempi di successo che dimostrano come l’imprenditoria giovanile possa esprimere eccellenze anche in contesti complessi. È il caso di Renzo Rosso, che a 23 anni fondò il marchio Diesel, o di Giovanni Rana, che alla stessa età avviò un piccolo laboratorio destinato a diventare un gruppo di riferimento nel settore alimentare. Tra i casi più recenti si distingue Luca Ferrari, cofondatore di Bending Spoons, che ha dato vita all’azienda a 28 anni, contribuendo allo sviluppo di una delle realtà digitali più rilevanti a livello internazionale.
Al di là di queste storie, però, avviare una start-up in Italia resta un percorso complesso. Secondo l’Osservatorio Startup Innovative di Cribis, nel 2025 le imprese innovative attive erano 11.090, in calo del 4,2% rispetto all’anno precedente, segnale di un ecosistema che fatica a crescere con continuità.
È in questo scenario che si inserisce l’intervento del governo. Il decreto atteso per il Primo Maggio dovrebbe introdurre un pacchetto articolato di misure per sostenere lavoro e redditi, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Tra le ipotesi allo studio figurano la stabilizzazione del bonus per le assunzioni degli under 35, con sgravi contributivi per le imprese, incentivi all’occupazione femminile e interventi rivolti ai lavoratori delle piattaforme digitali. Il provvedimento dovrebbe inoltre rafforzare le norme sulla sicurezza sul lavoro e ampliare le tutele contro sfruttamento e caporalato, affiancando strumenti per contrastare il caro vita e sostenere il potere d’acquisto, anche attraverso leve fiscali e contributive.
Il bonus giovani, in scadenza il 30 aprile, rappresenta finora uno degli strumenti principali per favorire l’occupazione stabile degli under 35. Prevede uno sgravio contributivo per i datori di lavoro che assumono o trasformano contratti a tempo indeterminato, con l’obiettivo di incentivare la creazione di nuovi posti e facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato. La sua eventuale proroga o riformulazione sarà quindi uno degli elementi chiave per valutare l’efficacia delle politiche future in materia di lavoro giovanile.
Gloria Giovanditti

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