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    Carioni, successo per la tre giorni dedicata alle eccellenze agroalimentari del territorio

    Carioni, successo per la tre giorni dedicata alle eccellenze agroalimentari del territorio
    Nel corso della manifestazione è stata inaugurata la sala mungitura robotizzata più grande d’Europa che permetterà di mungere 20 capi in contemporanea, con una media di 160-170 capi all’ora, per una produzione di latte oraria di 6.400 litri. Un gioiello high tech realizzato dall’azienda TDM.
    L’inaugurazione della sala mungitura high tech più grande d’Europa, un convegno sul futuro dell’agricoltura ed un festival agroalimentare pensato per giovani e famiglie. È in sintesi la tre giorni dedicata alle eccellenze agroalimentari del territorio, organizzata dal Gruppo Carioni presso la sede di Trescore Cremasco, che ha riscosso un grande successo di pubblico nei numerosi appuntamenti concentrati tra venerdì 29 settembre e domenica 1° ottobre.
    A partire dal taglio del nastro della sala di mungitura robotizzata, che ha inaugurato la manifestazione. Con i suoi 1350 metri quadri che la rendono la più grande a livello europeo, la sala mungitura high tech permetterà la mungitura di 20 capi in contemporanea, con una media di 160-170 capi all’ora, per una produzione di latte oraria di 6.400 litri. Un vero e proprio gioiello tecnologico, realizzato dall’azienda TDM, grazie al quale si mungeranno tra i 300 e i 500 animali in più rispetto a prima, con una produzione di latte compresa tra i 12.000 ed i 20.000 lt in più. Una sala di mungitura che punta sia alla sostenibilità, in termini di risparmio energetico e idrico, che al benessere animale grazie alla mungitura robotizzata indipendente da un mungitore, in grado di migliorare sia la qualità del latte, l’igiene, che la sanità della mammella, con una significativa riduzione dell’utilizzo di farmaci.
    Un investimento nell’innovazione tecnologica che traccia la strada intrapresa dal Gruppo Carioni per il futuro. Già nel 2020 l’azienda aveva installato un sistema autonomo di alimentazione robotizzata per le proprie mucche, la cui salute e qualità della vita sono monitorate grazie ad uno “smart-watch” bovino che ne registra l’attività fisica. E proprio con uno sguardo a quello che sarà l’avvenire del settore agricolo si sono sviluppati i temi oggetto delle due sessioni del convegno “Agritech: credere nell’innovazione sostenibile”, moderato dal giornalista Alberto Schieppati. Focus su “Smart Farming: soluzioni digitali per un’agricoltura sostenibile” e “Trasformare le sfide in opportunità: il futuro del settore agroalimentare”. Tra gli ospiti Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti che ha espresso con forza tutte le sfide ancora da affrontare per il comparto, in particolare sui temi delle esportazioni e quelli infrastrutturali dei trasporti, ancora per l’87% su gomma, per aprirsi a un meccanismo misto, sia su rotaie per andare nel cuore dell’Europa, che per via acqua attraverso il Mediterraneo: “Per l’ortofrutta, per esempio, dieci anni fa la Spagna esportava per 3 miliardi e mezzo, contro i 5 miliardi dell’Italia – ha spiegato -. Oggi il trend si è completamente capovolto a favore della Spagna che ha raggiunto i 14 miliardi di export contro i 4.9 miliardi del nostro Paese. La sfida è stata vinta dalla Spagna sul sistema logistico e infrastrutturale, ciò su cui dovremo necessariamente lavorare nei prossimi anni per poter colmare il divario ed essere competitivi sui mercati”. A Prandini l’omaggio dal Ceo del Gruppo, Tommaso Carioni, di una targa celebrativa per il suo impegno a favore del settore.
    Dai primi 4 ettari di terreno con 7 sole mucche alle attuali 1700 frisone da latte biologico, in oltre 100 di storia l’azienda Carioni, oggi alla terza generazione, si è guadagnata a buon diritto un ruolo di leadership tra le aziende lombarde nella produzione lattiero-casearia. Solide radici che affondano nei territori della Bassa padana, in quel di Trescore Cremasco dove il capostipite ha avviato l’attività nel 1920, verso i quali l’azienda si sente responsabile e nello stesso tempo custode. Ecco perché la crescita della Carioni è andata di pari passo con la sostenibilità ambientale, con scelte orientate a preservare il valore della terra e di tutto ciò che la abita. A Francesco Carioni, General Manager del Gruppo, il compito di illustrare il passato-futuro dell’azienda a partire dal nonno, primo fornitore di zucche in GDO per Esselunga, fino alle sfide della riconversione al biologico (2017), della rete di distribuzione a Brescia (2019) e della bottega Carioni presso il Mercato Centrale di Milano (2021). Sfide che non si esauriscono, con uno sguardo sempre proiettato verso il futuro: “Col PNRR della filiera Padana puntiamo, tra le altre cose, all’incremento della produzione energetica sostenibile e al Carbon Negative Program – ha annunciato -. Quest’ultimo in particolare opera un sequestro attivo del carbonio (sotto forma di biomassa aggiuntiva coltivata) e uno stoccaggio dello stesso nel terreno grazie all’utilizzo del digestato come biofertilizzante”. Il digestato ha un ruolo fondamentale per la fertilità del suolo e del carbon storage, perché una volta nel terreno si conserva nel tempo e migliora le caratteristiche fisiche e chimiche del suolo, senza contare la sua importanza per il settore del biologico perché unisce una elevatissima qualità della sostanza organica (stabilizzata) con un elevato potere fertilizzante, non riscontrabile in altre matrici.
    Dopo l’asta di beneficenza a favore della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda – il cui ricavato verrà devoluto al Policlinico di Milano per la ricerca scientifica – che ha chiuso la prima giornata della manifestazione, la tre giorni è proseguita con un grandissimo successo di pubblico anche nel weekend col Festival Agroalimentare Carioniland pensato per i giovani e le famiglie. Tra le proposte, visite guidate, il Carioni Dog Village per gli amici a 4 zampe (primo soccorso, toelettatura e dog dancing), il brunch sulle balle di fieno, lo street food e preziosi momenti educativi per instillare una cultura alimentare che guardi all’ambiente che ci circonda.
    Micol Mulè

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