lunedì, Aprile 15, 2024
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    La P.A. “Gruppo Verolese Volontari del Soccorso” ODV avrà una nuova sede

    La P.A. Gruppo Verolese Volontari del Soccorso” ODV avrà una nuova sede
    Sarà inaugurata nei prossimi mesi la nuova sede della Pubblica Assistenza “Gruppo Verolese Volontari del Soccorso”, operativa nei territori della Bassa Bresciana da 36 anni; le adesioni sempre maggiori di volontari hanno spinto per l’apertura di una nuova sede, grazie al sostegno del Comune di Verolanuova e di Regione Lombardia.
    Ne parliamo con il Presidente, Bruno Cocchetti.
    Buongiorno Bruno, innanzitutto, come nasce la tua passione verso questo tipo di volontariato?
    Sono entrato in associazione ormai 18 anni fa, appena diventato maggiorenne. È nato tutto un po’ per caso, dalla voglia di mettermi in gioco; casualmente mi era capitato nella cassetta della posta il volantino del corso di primo soccorso che sarebbe partito da lì a poco… e così è iniziata tutta la mia esperienza.
    Per tre anni ho ricoperto il ruolo di Segretario in Consiglio e, dal 2012 svolgo la funzione di Presidente, ormai al mio quarto mandato. All’interno del Gvvs sono anche il responsabile Protezione Civile e l’istruttore autisti: in poche parole mi piace mettermi in gioco, si tratta di una fantastica esperienza che intendo portare avanti ancora per molto tempo.
    Raccontami del Gruppo Verolese. Come nasce?
    Il Gruppo nasce nel 1987, a seguito di un episodio purtroppo doloroso che ha coinvolto le comunità di Verolanuova e Verolavecchia, ossia la scomparsa di due giovani che appartenevano reciprocamente ai due paesi, caduti in motorino e soccorsi dopo più di un’ora a seguito del ritardo dell’ambulanza.
    In quegli anni esisteva solo il mezzo di soccorso dell’ospedale di Manerbio, non cera altro nella bassa bresciana. Non c’era il 118, non c’era il 112. Si chiamava direttamente in ospedale, nella speranza che il mezzo fosse disponibile.
    Come detto, proprio a causa di questo ritardo i due ragazzi sono deceduti e le due famiglie hanno deciso di fare qualcosa di concreto per evitare il ripetersi di episodi analoghi.
    Da lì i primi dodici volontari che hanno seguito dei corsi specifici a Brescia, hanno fondato il gruppo e nell’anno successivo è diventata pienamente operativa un’associazione che è sempre stata in crescita: oggi sono infatti 130 i volontari attivi, con oltre 600 volontari che sono transitati dalla nostra sede negli anni.
    Tutti si rendono disponibili non solo per l’emergenza sanitaria ma anche per quello che riguarda i trasporti non urgenti, altrettanto fondamentali.
    Abbiamo poi altre attività un po’ più particolari come può essere quella di protezione civile, che ci vede coinvolti con l’allestimento di un nostro ospedale da campo che abbiamo in dotazione, o con la nostra sala operativa mobile sempre in sinergia con ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e con il Dipartimento di Protezione Civile.
    Un’altra peculiarità che abbiamo e che consideriamo il nostro fiore all’occhiello è il gruppo di allievi soccorritori, meglio conosciuto come Orso Soccorso. È un’esperienza unica in tutt’Italia dove i ragazzi vengono da noi in associazione, imparano attraverso il gioco quelle che sono le manovre di primo soccorso, hanno una loro divisa, lavorano in sinergia con il Gruppo Allievi dei Vigili del Fuoco e simulano le nostre manovre che facciamo normalmente su interventi, però di fatto hanno dai 5 ai 17 anni.
    Quali sono invece le novità che riguarderanno la vostra sede?
    Con un tono tutto sommato un po’ nostalgico devo dire che finalmente stiamo abbandonando la nostra sede storica in quanto, a seguito di un contributo ricevuto da Regione Lombardia e dal Comune di Verolanuova,finalmente avremo una casa nuova da questa primavera. Un trasloco reso necessario dalla inadeguatezza degli spazi della ex sede ad ospitare il numero attuale di volontari e mezzi. Al contempo ci siamo dovuti dotare di una struttura in linea con i requisiti richiesti dagli enti preposti e tecnologicamente più avanzata, con tutte le dotazioni per il risparmio energetico. Per completare il progetto anche il nostro gruppo ha dovuto contribuire con più di 110.000 raccolti quasi interamente, con enorme difficoltà, con donazioni di privati ed aziende. Cogliamo l’occasione, nel caso qualche generoso lettore voglia aiutarci, a contattarci in modo da coprire i circa € 20.000 rimanenti.
    Nel settore del primo soccorso i volontari rappresentano la quasi totalità. Pensi che ci sia una corretta sensibilizzazione e vicinanza da parte delle istituzioni, delle scuole di ogni ordine e grado, ecc.?
    Quasi l’85% dei servizi d’emergenza urgenza in Lombardia è svolto proprio da personale volontario. È una percentuale enorme e spesso si dà per scontato questo servizio: ho necessità di un’ambulanza, chiamo e l’ambulanza arriva. Ma serve al contempo una sensibilizzazione da parte della popolazione a rimpolpare le fila perché nel momento in cui i volontari, magari per stanchezza oppure per raggiunti limiti d’età decidono di fermarsi, si rischia l’interruzione del servizio. Da tempo abbiamo avviato anche dei percorsi di collaborazione con gli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado a Verolanuova e paesi limitrofi, in modo da dare una prima base ai futuri cittadini. Qui viviamo un po’ in un’oasi felice per quel che riguarda l’attenzione delle aziende, dei privati e delle istituzioni verso la nostra associazione. Dal mio punto di vista, in ogni caso, vi è la necessità di fare un qualcosa in più per sensibilizzare le persone: alcune sono spaventate dal nostro operato, ma non perché effettivamente questo porta a situazioni particolari, semplicemente perché abbiamo il palesarsi di idee spesso errate del nostro lavoro, frutto di principalmente della disinformazione.
    Spesso le persone temono anche la fase iniziale di formazione e l’abilitazione a svolgere questo servizio, necessari per garantire un personale pronto e preparato,priorità da garantire a chi ha poi bisogno del primo soccorso.
    Si tratta di mettersi in gioco, senza paura, senza spavento.
    Grazie.
    Grazie a voi, vi aspetto all’inaugurazione della nostra nuova sede la prossima primavera.
    Andrea Valsecchi

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