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    Torna il talk in diretta di La La Wine alla VI edizionedell’Italian Taste Summit

    Torna il talk in diretta di La La Wine alla VI edizionedell’Italian Taste Summit
    A Palazzo Serbelloni dal 23 al 25 ottobre, il format che guarda a nuove tendenze e opportunità per l’export del vino italiano. Molte le novità introdotte e la partnership con il progetto want-ITA negli USA. Presenti 80 buyer internazionali, 80 aziende produttrici e un calendario di focus, masterclass e B2B da non perdere. La La Wine Magazine si conferma Media Partner con una serie di interviste ai protagonisti dell’evento.
     
    Torna per la VI Edizione l’Italian Taste Summit, ospitato a Milano dal 23 al 25 ottobre presso Palazzo Serbelloni. Ilformat BtoB che fa incontrare le aziende vinicole italiane coi buyer internazionali ha in serbo molte novità per questa edizione, a partire dalla partnership col progetto want-ITA negli Stati Uniti. Non solo, perché oltre alla promozione vinicola del made in Italy centrato sul business delle cantine, quest’anno il format si apre anche al mondo B2C, nella giornata di martedì 25 ottobre, con walk-around-tastinge masterclass pensate per un pubblico selezionato.
    Tra tutte queste novità rimane ferma una certezza, la presenza di  La La Wine Magazine che per la terza volta è stato confermato come Media Partner dellItalian Taste Summit, per intervistare in diretta i protagonisti di questa sesta edizione. Sarà un salotto aperto a tematiche tutt’altro che scontate, dove i protagonisti ospiti dell’Italian Taste Summit, dalle aziende vinicole ai buyer, passando per la stampa di settore, si confronteranno sull’utilizzo del Metaverso nella promozione delle cantine, sul post Covid e su quanto incida la situazione energetica sui mercati internazionali. Un talk show dinamico e frizzante in diretta sui canali Facebook e YouTube di La La Wine Magazine.
    La tre giorni sbarca per questa edizione a Milano, presso Palazzo Serbelloni, nel cuore del centro storico della city, un contesto dai forti dettagli identitari, propriamente rappresentativo dell’heritage italiano, scelto per attribuire massima importanza e piena visibilità ai vini italiani. Qui si alterneranno gli interventi dei key player del mondo internazionale del vino che coinvolgeranno circa 80 cantinenello spazio export, 30 cantine nello spazio Italia, 40 giornalisti delle principali testate editoriali nazionali ed estere, 80 buyer, 60 operatori Ho.re.ca Italia e alcuni consorzi e associazioni italiane del mondo del vino e dell’enoturismo.
    L’obiettivo di questa sesta edizione sarà quello di fornire un’interpretazione nuova del vino italiano – inquadrandolo nel sistema/brand Made in Italy – attraverso un linguaggio più moderno, in grado di accostarlo alle nuove generazioni di consumatori, e convergendo l’attenzione del mondo vitivinicolo verso altre sfere di produzione d’eccellenza, come la moda, l’enoturismo e la ristorazione. Centrale in questa edizione di Italian Taste Summit la partnership con want-ITA, il progetto più importante mai realizzato negli USA e dedicato alle eccellenze e al vivere italiano, dove verrà ospitata la più imponente e lussuosa enoteca mai aperta nel mondo, interamente dedicata ai vini italiani.
    A progettarla l’organizzazione del Concours Mondial de Bruxelles e altri partner di grandissimo rilievo tecnico. All’evento sarà presente Giovanni Massetti di Italia Development Group che, con Gran Via di Palermo ha progettato want-ITA per il Mall American Dream, a cinque miglia dal centro di Manhattan. Una partnership che Joanna Miro, CEO di Wine Global Aspect e fondatrice e presidente di Italian Taste Summit ha fortemente voluto per ancor di più ancorare questa edizione a quanto si realizza nel mondo per promuovere il valore del vino italiano e una migliore conoscenza dei territori produttivi: Concretezza, visione, esperienza. L’export del vino italiano può e deve crescere, coinvolgendo territori e aziende che, oggi, non hanno la forza di presidiare e sviluppare l’export – sottolinea Joanna Miro -. Want-Ita ha la nostra stessa filosofia di vita: il meglio, anche di nicchia, ma autenticamente italiano. Serve organizzazione ed un approccio sistemico”.
    Il fil-rouge delle interconnessioni tra le cantine, i buyer e i distributori esteri provenienti da tutto il mondo e in particolare dal Giappone e Hong Kong, dagli Stati Uniti e dal Canada, dal Messico e dal Brasile, dalla Russia, dalla Svizzera e da altre nazioni europee, incluse quelle dell’Est. 

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