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    Home Prima pagina Area B, infuria la polemica tra Regione e Comune di Milano

    Area B, infuria la polemica tra Regione e Comune di Milano

    Area B, infuria la polemica tra Regione e Comune di Milano
    Appello di Regione Lombardia e ACI Milano per una proroga ai nuovi divieti che entreranno in vigore da domani, ma Sala non arretra. E intanto è boom dirichieste per l’installazione di Move-In, il dispositivo voluto dalla Regione per consentire la circolazione dei veicoli esclusi da Area B in deroga ai divieti. Cattaneo: “Regione in aiuto di Milano per cercare di rispondere a un’esigenza reale di moltissimi cittadini, da Sala mi sarei aspettato un atteggiamento diverso”.
    Alla vigilia dell’entrata in vigore dei nuovi divieti di Area B a Milano non accenna a placarsi la querelle tra il Pirellone e Palazzo Marino, con il primo che spinge per una proroga del provvedimento e il secondo che non ne vuole sapere, mantenendosi fermo sulle proprie posizioni. La richiesta di Regione Lombardia di posticipare a marzo 2023 il blocco dei diesel euro 5 in Area B, anche considerando gli effetti della crisi energetica nelle tasche di famiglie e imprese, è stata infatti rimandata al mittente senza troppe giustificazioni.
    Un no “secco e risoluto”, ha fatto sapere l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, è stata la risposta da parte dell’Amministrazione milanese che ha ribadito di non essere in alcun modo disposta a concedere deroghe. “Ci sembra una richiesta lecita a fronte della situazione molto difficile e preoccupante che tutti stiamo vivendo”, spiega Cattaneo, la cui proposta ha ricevuto il pieno appoggio delle associazioni di categoria, preoccupate per le conseguenze dell’avvio di Area B sulle imprese. E aggiunge: “Ho anche ricordato che gli accordi sottoscritti dalle Regioni del Bacino padano non prevedono limitazioni per i diesel euro 5 se non dopo il 2025. Questo in considerazione del fatto che proprio gli euro 5 sono auto recenti, immatricolate fra il 2011 e il 2017, e non si può certo accusare chi le ha acquistate di aver mancato di sensibilità ambientale”.
    Anche l’ACI di Milano è intervenuta sulla questione, dopo aver raccolto le numerose proteste di automobilisti ed imprese, e proprio nei giorni scorsi ha inviato una lettera indirizzata sia al presidente di Regione Lombardia che al sindaco milanese per chiedere quantomeno l’attivazione di un tavolo per “condividere azioni urgenti sul tema dell’Area B”. Una proposta che aveva trovato accoglimento ai piani alti di Palazzo Lombardia: “Io e la Regione ci siamo – la risposta di Fontana -. Individuare un percorso istituzionale per la sospensione del provvedimento è una scelta di buon senso per non danneggiare migliaia di cittadini e imprese in questa fase economicamente complicata”. Non altrettanto da Palazzo Marino, che rimane categorico sulla scelta di non concedere proroghe all’introduzione dei nuovi divieti.
    Non solo, ad accendere i toni della polemica anche la bacchettata di Sala alla Regione in merito ai ritardi sulle installazioni del dispositivo Move-In, che consente ai veicoli inquinanti di poter circolare nella Ztl fino ad un certo numero di chilometri. Ritardi che si spiegano nell’impennata di richieste di installazione delle scatole nere che hanno toccato quota 22mila solo nei primi 20 giorni di settembre, ben il 150% in più rispetto a tutte quelle arrivate nel 2021. Il 75% di queste richieste è motivato proprio dalla possibilità di entrare in Area B e 2/3 riguardano categorie di veicoli (Diesel Euro5 e Euro4 con Filtro antiparticolato e benzina Euro2) limitati solo dal Comune di Milano.
    Il Comune di Milano invece che criticare si faccia parte attiva – replica Cattaneo -. Avremmo la possibilità di istituire una ‘giornata di installazione Move-In’ in una grande area milanese dove poter chiamare a raccolta tutti gli installatori accelerando le procedure. Il principale fornitore si è già reso disponibile, ma dal Comune non ha avuto risposte. Alla luce di tutto ciò, mi sembra che la Regione sia venuta in aiuto di Milano per cercare di rispondere a un’esigenza reale di moltissimi cittadini e proprio per questo dal sindaco Sala mi sarei aspettato un atteggiamento diverso”.
    Micol Mulè

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