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    Ucraina, la guerra logora tutti

    Ucraina, la guerra logora tutti

    Non promette nulla di buono l’intensificazione dei raid e dei bombardamenti russi nella regione di Donetsk, unico fronte rimasto particolarmente caldo dopo la resa di Mariupol e l’ordine di Zelensky alla brigata Azov di smettere di combattere.

    Un fitto fuoco di fila con missili ha colpito incessantemente in queste ore obiettivi di ogni genere, civile e militare.

    Il portavoce della difesa di Kiev afferma che “la situazione nell’area delle ostilità è attualmente tesa e mostra segni di ulteriore aggravamento. Le forze di occupazione russe stanno usando fuoco intenso lungo l’intera linea di contatto e stanno cercando di colpire con l’artiglieria nella profondità della difesa delle truppe ucraine”.

    Sempre dal Ministero della Difesa trapela la preoccupazione per un possibile lancio di 16 missili dal Mar Nero che potrebbero venire sganciati da due navi russe posizionate a distanza strategica.

    Il Vaticano prosegue con il tentativo di avviare negoziati, per i quali con insistenza la Santa Sede si rende disponibile come elemento di mediazione e di dialogo, ma finora non si hanno ritorni di possibili aperture in tal senso.

    Sul fronte interno Silvio Berlusconi è tornato a parlare, dopo le dichiarazioni fuori dal coro oltranzista di qualche giorno fa, dichiarando che mettere nell’angolo Putin come lgi Usa e la Nato stanno facendo non porterà mai il leader russo a sedersi a un tavolo. Inoltre, l’effetto sul medio termine delle sanzioni e del blocco di rifornimento di gas dalla Russia avrà un pesante contraccolpo sull’Europa e sul nostro paese, cosa che, sempre secondo il leader di Forza Italia, non possiamo assolutamente permetterci.

    Si allarga, dunque, la linea di pensiero che di fronte al rischio di una guerra che potrebbe andare avanti altri lunghi mesi, ritiene più ragionevole entrare in una fase nuova, quella dei negoziati e delle aperture. In fondo, sarebbe il minore dei mali.

    L’ufficializzazione della richiesta della Finlandia di entrare nella Nato ha prodotto subito la reazione di Mosca che a giorni cesserà di rifornire di energia il paese scandinavo. Anche questa era una reazione prevedibile e che avrà conseguenze anche sull’economia del Paese.

    E’ previsto a breve un summit tra i capi di stato di Finlandia e Turchia per un chiarimento in merito alla posizione di Erdogan contrario all’ingresso nella Nato per motivi di prudenza.

    Staremo a vedere; difficile prevedere a breve un cessate il fuoco, ma anche i colloqui tra i responsabili militari di Usa e Russia proseguono e di per sé questa è già una buona notizia, nell’inferno della guerra che continua a mietere vittime e sfollati.

    Pietro Broccanello

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