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Ricerca Bankitalia – Mlps – Anpal: +260mila posti di lavoro da inizio anno

Ricerca Bankitalia – Mlps – Anpal: +260mila posti di lavoro da inizio anno

Da inizio anno sono stati creati 260mila posti di lavoro, al netto delle cessazioni: un valore di poco inferiore a quello dello stesso periodo del 2019. È quanto emerge da una ricerca di Bankitalia redatta assieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e all’Anpal. Per il momento, dunque, l’incertezza collegata alla guerra in Ucraina e alla corsa dei prezzi di beni energetici e materie prima non sembra aver particolarmente impattato il mercato del lavoro italiano. Il report sottolinea come, dal punto di minimo toccato tra il primo e il secondo trimestre del 2020, in piena crisi covid, sono state aggiunte oltre un milione di posizioni lavorative.

Tuttavia, tale incremento non è omogeneo tra i vari settori. In particolare, nell’ultimo periodo si è ridotto il contributo dell’industria, con il comparto delle costruzioni che a marzo e ad aprile ha dovuto fare i conti con segnali di rallentamento evidenti: i nuovi contratti attivati, infatti, si sono più che dimezzati rispetto al bimestre precedente. Come riportato anche da altre analisi, il mondo del turismo, invece, ha ripreso a correre sfruttando la ripresa della domanda che sta beneficiando del miglioramento della situazione covid.

Sul fronte della tipologia contrattuale, nei primi quattro mesi del 2022 i contratti a tempo indeterminato hanno rappresentato circa due terzi delle attivazioni nette anche grazie alle trasformazioni, la cui crescita è da ricondurre primariamente al gran numero di persone assunte a tempo determinato nel 2021. La ricerca evidenzia, infatti, come le stabilizzazioni avvengano in media dopo circa un anno dall’avvio del contratto. Per quanto riguarda le dimissioni, a marzo e ad aprile sono rimaste a livello elevato ma riflettono il passaggio di lavoratori da un’azienda a un’altra.

La domanda del settore turistico sospinge anche l’occupazione delle donne e del Mezzogiorno, anche se l’occupazione femminile non beneficia particolarmente dell’incremento delle posizioni a tempo indeterminato a causa del fatto che nel mondo del turismo è più difficile ottenere un contratto stabile. Soffre di più la crescita dell’occupazione maschile, in rallentamento a causa della frenata dell’industria.

Simone Fausti

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