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    Covid: la paura dell’arancione

    Covid: la paura dell’arancione

    La Valle d’Aosta passa in zona arancione, nel frattempo le altre Regioni combattono per cambiare il sistema di contabilizzazione dei ricoveri covid al fine di evitare il cambio di colore.

     

    Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che sancisce il passaggio della Campania in zona gialla e della Valle d’Aosta in zona arancione dal momento che quest’ultima ha superato le soglie del 30% di pazienti con il covid ricoverati in area medica e del 20% in terapia intensiva. La Lombardia si è salvata per un pelo, dal momento che i ricoveri in terapia sono ancora sotto la soglia del 20%.

    In ogni caso non è escluso che, nelle prossime settimane, altre regioni possano passare in zona arancione dove le restrizioni si irrigidiscono particolarmente per i non vaccinati. Coloro che hanno il super green pass, infatti, possono continuare a svolgere le stesse attività che svolgono in area bianca e gialla. In caso di zona arancione, è necessario avere la certificazione verde rafforzata anche per accedere ai negozi dentro i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione delle farmacie, degli alimentari, dei tabacchi e delle edicole e per partecipare a sport di contatto. Sul versante degli spostamenti, in caso di passaggio in arancione, chi ha il green pass base o rafforzato può andare in un altro comune o in un’altra Regione senza problemi. Chi ne è sprovvisto, può viaggiare solo in caso di lavoro, necessità e salute, ricorrendo all’autocertificazione.

    Con l’ondata Omicron, si è dunque riproposto il problema di come conciliare l’implementazione di misure contenitive senza comprimere eccessivamente il normale svolgimento della vita dei cittadini e delle attività economiche. Comprensibilmente, infatti, i governatori di diverse Regioni vogliono evitare pesanti chiusure, motivo per cui alcuni di loro
    stanno portando avanti una battaglia per cambiare il sistema di rendicontazione dei pazienti ricoverati per covid, chiedendo di separare la contabilizzazione dei pazienti ospedalizzati per covid e quei soggetti ricoverati per patologie diverse, con infezione da covid ma asintomatici. Una proposta considerata problematica dal presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, secondo cui “definire lo status ‘asintomatico’ è molto complesso, specialmente nei pazienti anziani con patologie multiple” oltre a risultare inapplicabile per questioni organizzative di gestione dei pazienti covid in ospedale. Secondo Cartebellotta, l’obiettivo delle Regioni “è chiaramente solo quello di ridurre la percentuale di occupazione in area medica per evitare il passaggio alla zona arancione o addirittura a quella rossa”, motivo per cui a questo punto “tanto vale eliminare il sistema dei colori, lasciando ad ogni Regione le proprie responsabilità, sull’entità del sovraccarico ospedaliero e sui ritardi alle cure nei pazienti non covid”.

     

    Redazione

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