giovedì, Febbraio 29, 2024
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    Edilizia a rischio di stop

    Edilizia a rischio di stop

    Schizzano alle stelle i prezzi delle materie prime e mancano sia materiali che maestranze. L’Associazione nazionale dei costruttori edili lancia l’appello: “Serve intervento immediato”.

    Edilizia a rischio di blocco. È un allarme che si rinnova quello lanciato da Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, che teme una paralisi del settore paradossalmente proprio nel momento più favorevole grazie alle enormi potenzialità offerte dal Pnrr, ora ad un passo dal trasformarsi in una clamorosa occasione perduta.

    Il fortissimo rincaro delle materie prime unito alla scarsa disponibilità dei materiali e alla carenza di maestranze specializzate sono i tre fattori principali che potrebbero determinare il tanto temuto stop dei cantieri, generando indistintamente enormi difficoltà sia nel settore pubblico che in quello privato dovute all’impossibilità di tenere fede ai tempi stabiliti nei contratti.

    Giusto per dare un’idea dell’aumento dei prezzi delle materie prime, basti guardare alla variazione di ferro e acciaio che nell’arco di sette mesi ha toccato il +243%, o il polietilene (LDPE) cresciuto del 128%, variazione simile anche per il polipropilene, e il petrolio aumentato quasi del 70%. Se poi si considera che per ottenere un ponteggio possono passare come minimo sei mesi è evidente che quello reiterato da Ance non è un allarme a vuoto.

    Ferme al palo le soluzioni attorno alle quali si era avviato un confronto con il Governo, con il “decreto infrastrutture” slittato di tre mesi dall’iniziale data calendarizzata a giugno e forse ora messo in agenda per settembre. Ma il tempo stringe, e da Ance arriva la richiesta di accelerare la discussione in merito alle misure in grado di risolvere il problema legato alla scarsità di materiali e maestranze e soprattutto il tema rincari delle materie prime che ritardano i lavori. “Serve un intervento immediato – sottolinea Gabriele Buia, presidente dell’associazione –, occorre una misura che consenta dove necessario un allungamento delle tempistiche dei contratti”.

    Sul tavolo anche la proposta di introdurre un meccanismo relativo alle compensazioni nel settore privato e l’allungamento dei termini per usufruire del Superbonus 110%. Non meno importante la richiesta della massima trasparenza in ambito di appalti pubblici, supportata dalla pubblicità delle procedure negoziate in maniera tale da garantire l’osservanza del principio di rotazione delle imprese.

    Micol Mulè

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